Dott. Luca Speciani La filosofia di questo momento - Luca Nali

Dott. Luca Speciani - La filosofia di questo momento


Luca: Dottore, buonasera e benvenuto.
Dottore: Buonasera Luca, buonasera e benvenuti anche a tutti voi
L: Dott. Speciani, Le dico come l'ho conosciuta e cos'ho saputo di lei.
Abbiamo amicizie in comune, in realtà conosco alcuni suoi pazienti che da tantissimi anni mi parlano di lei con grandissima stima e rispetto. Lei gode di una fiducia pazzesca ed è molto apprezzato sia dal punto di vista medico che umanamente oltre che per le indicazioni e i consigli che fornisce sullo stile di vita e l'impostazione mentale da adottare, sul come gestire il proprio corpo e se stessi.
Anche in periodi particolari, come quello che stiamo attraversando, dove, a tratti, sembrerebbe non esserci alcuna via d'uscita.
Quando nelle scuole è stata messa in atto una campagna efferata per vaccinare i bambini, ricordo il suo supporto fattivo, in particolare, per la situazione di due bambini in difficoltà che, rifiutando il vaccino, rischiavano l'espulsione.
E poi, per non tralasciare nulla, anche i rimedi che consiglia ai suoi pazienti.
Il Dott. Speciani, lo dico per chi ancora non lo conoscesse, è laureato in medicina, ma è anche agronomo. In sostanza, ha due lauree. Abbastanza insolito medico e agronomo...
Fa parte dell'associazione Medicina di Segnale ed è Direttore del magazine L'Altra Medicina.
Dott. Speciani da quanti anni esiste questo periodico?
D: Sono diversi anni; è un settimanale e quando aveva già fatto uscire un'ottantina di numeri sono passato alla guida, precisamente, nel luglio 2019, cambiando un po' l'impostazione.
Chi fosse curioso, può sbirciare sul sito L'Altra Medicina e trovare oltre a nuovi stimoli anche informazioni legate a una forma di medicina (che è una, non è che ce ne siano mille) più umana, vissuta a vantaggio del paziente e non mirata semplicemente a sopprimere il sintomo di ogni malattia. Questa è la nostra impostazione di massima.
L: Per quanto riguarda la filosofia di Medicina di Segnale mi diceva che non fate parte, certamente, di quel gruppo di medici che, nel momento in cui il paziente manifesta un dato sintomo, segnano subito un farmaco, ma cercate di gestire la situazione attraverso consigli, e indicazioni, sullo stile di vita e l'impostazione mentale da adottare. É corretto quanto riporto?
D: Vede Luca, io sono un po' figlio d'arte. Nasco in una famiglia di medici: mio padre per molti anni si è occupato di medicina psicosomatica ed era piuttosto noto in Italia e ho anche due fratelli medici. Nasco, quindi, già con un impostazione medica più aperta.
Chi mi conosce dice di me: “Ha mangiato pane e medicina.
Dopo aver fatto l'agronomo per alcuni anni, una scelta di vita piuttosto importante per me, mi sono laureato in medicina che rappresenta la mia seconda laurea, non la prima.
Fin da ragazzo mi sono interessato all'eco sistema, a un certo tipo di approccio alle cose, tanto che la mia tesi di laurea aveva per argomento i rimedi naturali.
Fin d'allora ero già in attrito con chi produceva, o abusava, di concimi chimici e pesticidi.
Diventare medico è stato un continuum così come cercare, sempre all'interno del medesimo ambito, di comprendere che il rapporto empatico con il paziente è fondamentale così come il portarlo ad uno stato di benessere più completo, a uno standard di vita più elevato.
Oggi dobbiamo essere vivi a tutti i costi, non ci frega niente della qualità della vita.
Abbiamo, però, paura di morire e quindi, in era Covid, stiamo rinchiusi come in galera pur di restare vivi a lungo. Questo è agli antipodi della mia impostazione e di quella del gruppo.
Già nel 2011 dodici medici si sono dimostrati piuttosto coraggiosi nell'attuare la mia stessa attitudine perché parlare in certi termini, rifiutarsi di prescrivere farmaci inutili, e altre cose che non stiamo ad elencare per non annoiare chi ci ascolta, significa non solo rinunciare a partecipare, super pagati, a determinati congressi o raduni, ma significa soprattutto portare l'attenzione su chi fa prevenzione attraverso lo stile di vita, l'alimentazione, l'esercizio fisico e l'atteggiamento psichico da adottare. Questi sono i cardini possibili per ripristinare la salute in quasi tutti i casi anche se questi lavori, e conoscenze, non vengono spinti o portati alla luce.
Noi tendiamo a curare una serie di patologie come il diabete, le malattie autoimmuni, gli ipotiroidismi, le allergie, apportando modifiche allo stile di vita del paziente ottenendo ottimi risultati e, spesso, con la piena reversibilità di patologie che, generalmente, vengono considerate irreversibili o non curabili.
Il nostro, è un approccio molto differente, ma anche molto importante perché riusciamo a ridurre l'impatto dei farmaci.
Noi di Medicina di Segnale, alle persone ipertese o che soffrono di emicrania non prescriviamo la pastiglietta, ma ci domandiamo quale sia la causa.
Questo mal di testa frequente da cosa è causato? È di origine muscolare, deriva dall'aver mangiato pesante o è legato ad un'attività sportiva esagerata? Oppure il paziente ha vissuto, o attraversa, situazioni di stress, di timori eccessivi? Queste sono le domande da porsi!
Non utilizziamo lo stesso farmaco, o rimedio, per tutti; ciascuno di loro avrà una cura differente altrimenti sarebbe un assurdità, non sarebbe corretto.
Approfondiamo la situazione con il paziente perché se utilizzassimo un farmaco soppressivo sarebbe come se spegnessimo la spia della benzina di un automobile: per un po' non la vedremmo più e ne saremmo contenti, ma a un certo momento ci fermeremo del tutto per strada.
Oggi l'industria farmaceutica è ben contenta che alcuni si fermino per strada e, quindi, farmaci a go go così il fatturato sale. L'industria farmaceutica tende anche a voler favorire le società di specialità che rendono gli intervalli di riferimento sempre più stretti e, quindi, i livelli di colesterolo saranno sempre più bassi così come accade per la pressione, ma in questo modo anche le persone sane vengono considerate malate.
L'abbiamo visto in questi giorni con il Covid quando, con il tampone, venivano monitorate 250/300.000 persone ogni giorno pescando tra gli asintomatici sani. Un dato che ha fatto pensare che il numero di contagiati fosse di molto superiore al reale. Positivi al tampone, ma asintomatici.
Ci vuole un bel coraggio a definirli contagiati perché tecnicamente ci sarà, forse, la presenza del virus, ma allora diciamo che siamo tutti contagiati dall'herpes labiale perché pur avendolo tutti in corpo questo si presenta solo nel momento in cui il nostro sistema immunitario è fragile e non è in grado di affrontare quel virus.
Noi di Segnale, quindi, ci siamo mossi per cercare di prevenire, quanto più possibile, una malattia di tipo influenzale come il Covid per rendere il sistema immunitario efficiente.
E cosa serve? Attività sportiva, alimentazione sana, uscire e godere del sole, non fumare.
Essere felici.
L'obiettivo del nostro governo, mi pare, sia stato l'opposto; ci hanno chiusi in casa nell'impossibilità di prendere il sole, ma hanno lasciato aperte le tabaccherie per chi voleva continuare a fumare sereno e tranquillo e hanno limitato al massimo le interazioni sociali, gli incontri, i contatti.
In breve, i rapporti umani.
Quando, poi, abbiamo cominciato a dire che ci sono prodotti naturali come la vitamina D, C o l'echinacea che sono documentatamente antinfettivi hanno coinvolto virologi di Stato che, in televisione, le hanno bollate come fake news nonostante le migliaia di lavori scientifici che documentano la veridicità di questi metodi.
È necessario, dunque, curare le persone attraverso la prevenzione e uno stile di vita sano che consente di non usare farmaci o di ridurli al minimo indispensabile e solo quando strettamente necessario. L'utilizzo del farmaco a sproposito sopprime il segnale, ma non la patologia che rimane all'interno dell'organismo e che, spesso, cronicizza richiedendo l'uso di farmaci soppressivi.
Come, per esempio, nei problemi legati alla tiroide dove la tendenza a prescrivere un dato farmaco anche per diversi anni porta il farmaco stesso a sostituirsi al funzionamento naturale della ghiandola. Oppure nel caso degli ipertesi quando, in modo incongruo, viene dato un antipertensivo che porterà la persona a dover ricorrere cronicamente a quel farmaco.
Questo è l'obiettivo di tutte le case farmaceutiche: fornire prodotti senza mai curare realmente le persone e, cronicizzandola, renderla dipendente dai farmaci.
Il nostro percorso, e quello dei nostri pazienti, è diametralmente opposto.
L: Una disamina pazzesca, grazie Dottore. Leggo il commento di Caterina che la definisce un medico eccezionale e un grande uomo. Aggiunge, poi: “Capace, intelligente, sensibile e affidabile.” Dott. Speciani questa è l'impressione che restituisce perché, solitamente, abbiamo l'immagine ecclesiastica del buono, della persona per benino anche se, in realtà, la bontà si percepisce nell'onestà, nella schiettezza e nella determinazione.
E su di lei, sicuramente, non si può dire che non sia determinato...
La domanda che vorrei porle riguarda una situazione che mi ha lasciato perlomeno perplesso; negli anni passati, in condizioni dittatoriali, si sono verificate situazioni incredibili che immaginavo non si sarebbero mai potute verificare in Paesi come il nostro o come la Germania o la Francia. Immaginavo che, qualora si fosse manifestata una condizione simile, più coerente con Paesi sottosviluppati, ci sarebbe stato, perlomeno, un moto di rivolta da parte nostra.
Quello cui stiamo assistendo, invece, smentisce la mia ipotesi; le persone si affidano completamente a personaggi che rivestono un ruolo per il quale mancano completamente di qualifiche idonee e specifiche, si lasciano influenzare da notizie perpetuate, a scopo terroristico, dai mass media adottando lo stile di vita da questi consigliato definendolo “una loro scelta di vita”.
A suo avviso, qual è la ragione per cui così tante persone si sono adeguate e continuano, così facilmente, ad adattarsi a tutto questo?
D: È una bellissima domanda. L'anno prossimo compirò 60 anni e ho una certa esperienza di vita. Credo che noi, intendo le persone 30/40 anni fa, fossimo un po' diversi.
Ho tre figli, di cui uno già medico, li ho visti e continuo a vederli crescere e noto, come in tutte le generazioni, le differenze.
La differenza oggi, tra ciò che ho vissuto da bambino e quanto vive il mio ultimogenito che ha solo 8 anni, è abissale.
Non sono in grado di dirle se quanto accade sia stato studiato e programmato a tavolino, ma posso dirle che abbiamo sviluppato una dipendenza da cose inutili.
Come il computer o il cellulare. Dovremmo prendere un foglio di carta, formare due colonne e mettere, su un lato e per iscritto, quanto definiamo davvero importante per la nostra vita (immagino possano essere il proprio partner, l'amore della vita, i figli, i genitori, gli amici...) e sull'altro le cose che, sostanzialmente, fungono solamente da riempitivo delle nostre giornate.
Ci alziamo, laviamo i denti, doccia e colazione, poi altre operazioni.
Una serie di doveri che non rappresentano le fondamenta della nostra vita, ma che dobbiamo fare. Ci mettiamo al volante della nostra auto e ci danniamo per trovare un parcheggio, oppure utilizziamo i mezzi pubblici sempre difficoltosi nelle ore di punta, ci tratteniamo al lavoro oltre l'orario mancando, magari, la possibilità di praticare sport, o di fare una bella camminata, col rischio di accumulare peso e stress. Rientriamo a casa, ma non sempre abbiamo l'energia necessaria per occuparci dei nostri figli che richiedono la nostra attenzione e, magari, nemmeno ci sentiamo così disponibili verso il partner.
Ci sistemiamo sul divano o accendiamo il nostro portatile o guardiamo il cellulare e, a fine giornata, sappiamo di aver trascorso, più o meno, 2 ore e 45 minuti su pc o cellulare.
Dove abbiamo trovato tutto quel tempo e con quale scopo, ma soprattutto perché?
Ci hanno fatto credere che queste cose avessero un valore reale, quando non l'hanno.
Io, per esempio, amo tantissimo correre; sono stato agonista fino a un po' di anni fa e oggi corro in campagna, nei boschi che sia in salita o in discesa, che piova o nevichi. A volte, come questa mattina, vedo l'alba. Ogni volta sento i polmoni, i muscoli che cantano e il corpo che lavora.
Vivo quella parte di me quella che definisco il “Luca ancestrale” e sento che prende vita, che si risveglia.
Abito in un paesino della Brianza, nulla di particolare, eppure questi momenti così speciali e così belli ci sono ed è il contatto con la natura a generarli.
Questo non accade mai se rimango vincolato al computer per ore oppure quando sono costretto a lunghe sedute online. Quando ho un contatto diretto con le persone e posso guardarle negli occhi, scherzare, interagire direttamente e liberamente, allora è tutta un'altra cosa.
Ce l'hanno tolto e ad alcuni sembra normale, ma non lo è affatto.
Come il creare un mondo fatto di sistemi automatici, o semi automatici, o di quiz.
Accade anche nelle scuole e nelle università.
Ci hanno abituati ai quiz; ricordo che qualche tempo fa girava in rete un quiz sugli anni '70 che presentava anche qualche variante sconosciuta e, poi, quello sugli anni '80 che era già più facile da risolvere del precedente fino ad arrivare a quello del 2020 che era di una semplicità imbarazzante, elementare direi. I quiz sono divenuti una mania.
A me sono sempre parsi una riduzione della qualità del lavoro perché come puoi valutare il mio livello di preparazione con un quiz? Come potresti abilitarmi solo perché sono in grado di rispondere a un quiz?
Fatemi incontrare un insegnante! Lasciate che veda se sono preparato e se sono in grado di avere un rapporto empatico con le persone!
Per inciso, io sono realmente felice quando vedo ragazzi affollati fuori dalle scuole che cercano di entrare...
Ci hanno istupiditi al punto tale che solo un numero esiguo di persone si dedica alla lettura, tutti presi, invece dalle serie televisive dei canali a pagamento.
Ci sono serie molto intriganti non discuto, ma domandiamoci, piuttosto, quante persone riescono a leggere anche solo un libro all'anno? Qual è la profondità di ragionamento di queste persone?
Così arriva l'ultimo cretino del governo che dice: “A novembre, stiamo tutti a casa così a Natale saremo in giro di nuovo.” Poi a Natale ci dicono: “Cretini, siete usciti tutti a novembre per fare il cashback (peraltro consigliato da noi) e adesso dovete stare tutti a casa!”
E poi arriva un Ricciardi che dice: “Un bel mesetto di lockdown totale così dopo Pasqua...
Di fronte a queste prese in giro mostruose la gente abbocca, quasi non desiderasse altro che lasciarsi prendere all'amo.
Una dittatura simile si pensava fosse possibile nei Paesi sottosviluppati, quelli del terzo mondo o in nei Paesi dove il dittatore, con la divisa e con le armi, tiene in mano un manipolo di agricoltori, persone di bassa cultura.
Noi, avendo accesso a computer, al web, al fotovoltaico pensiamo di avere cultura e intelligenza superiori, ma è richiesta un intelligenza molto maggiore per vivere nella savana, per proteggersi dai leoni, per riuscire a cacciare con arco e frecce o per accendere un fuoco
Quando si cerca la sopravvivenza si sviluppano ben altre capacità e noi, anche se l'abbiamo fatto per 2.000 anni, abbiamo perso del tutto queste abilità.
Oggigiorno, la maggioranza delle persone non è in grado di accendere un fuocherello, né di usare una vanga o di riconoscere le piante commestibili. Molti, tra noi, se fossero lasciati in un bosco non sarebbero in grado di riconoscere il commestibile dal non commestibile.
Io sto cercando di avvicinarmi sempre più a questo stile di vita, a un sistema di auto approvvigionamento perché credo che ci sarà, prima o poi, la necessità di fare un passo indietro importante.
Nel momento in cui potrà palesarsi una forma di sottile ricatto nei confronti di chi prenderà le distanze da questa dittatura, di chi rifiuterà un vaccino (che ha due/tre mesi di sperimentazione sui topi e che ora vogliono fare su su di noi. Parliamo di una terapia che, prima d'ora, non è mai stata somministrata agli esseri umani), potrebbe venirci vietato di andare in aereo, al cinema, al ristorante, di insegnare, di prendere un taxi o praticare il nostro sport preferito e, a quel punto, sorgerà la necessità di avere due caprette, un maiale, dieci galline e di procurarci autonomamente il cibo senza dover più dipendere dalla catene alimentari legate al sistema.
Mario Monti, recentemente, ha rilasciato una dichiarazione: “Basta usare il denaro pubblico per fare ristori agli esercenti! Sarebbe ora che queste piccole aziende personali chiudessero e lasciassero spazio a quelle più grandi e meglio organizzate.
Naturalmente si riferiva ai colossi, alle aziende come Amazon, McDonald's, Ikea, piuttosto che JP Morgan o Microsoft; le uniche aziende che, a suo avviso, dovrebbero rimanere in vita mente per tutti gli altri non resterebbe che la possibilità di lavorare alle loro dipendenze.
Quindi, e di nuovo, re e schiavi.
Non può più esistere, sempre secondo lui, il livello intermedio; niente più gommista, commerciante, gestore di cinema o medico o commessa o libero professionista.
Tutti senza ristoro perché, per Mario Monti, è inutile.
Parliamo di una persona che, nonostante abbia percepito stipendi più che consistenti, non ha mai lavorato veramente un solo giorno della sua vita.
Ghandi diceva che ognuno di noi dovrebbe fare almeno un lavoro manuale al giorno, altrimenti sarà un altro a doverlo fare per noi.
Come sappiamo, lui stesso passava diverse ore al giorno al telaio...
È un messaggio, se vogliamo, un po' estremista o anarchico, ma oggi ci troviamo ad avere figure, come Mario Monti, che ci dicono che la libera impresa è una perdita di tempo per la quale non serve fare ristoro. Nonostante sia noto che si tratta di una somma ridicola, un'elemosina.
La banca centrale europea ha dichiarato che se una persona, per oltre 10 gg, ha un debito bancario che supera i 100€, e non rientra, diventa “persona inaffidabile”; ciò significa che se ha acceso un mutuo e non rientra immediatamente rischia di perdere la casa.
Il presidente dell'ABI, nei giorni scorsi, ha fatto notare che non era il caso di mettere un vincolo così rigido proprio nel momento in cui l'economia è in sofferenza e la risposta dell'Europa, è stata: “L'avevamo fissato prima del Covid e, quindi, lo lasciamo così.
Qualcuno sta facendo i conti con noi, con i nostri denari, con le nostre vite con tutto ciò che abbiamo fatto per i nostri figli e c'infilerà le mani in tasca per prelevare tutto il possibile.
La difesa da mettere in atto dovrà essere più passiva così da non venir toccati da questi vincoli, da queste condizioni imposte.
Poc'anzi, ho fatto l'esempio estremo delle caprette e delle galline, ma considerato che abbiamo ancora da uno a tre anni di sopravvivenza normale e, cioè, fino a quando tutti avranno fatto il vaccino, il mio consiglio è cominciare, da subito, a creare skill su questi argomenti piuttosto che accumulare followers sui social perché, magari, imparare ad accendere un fuoco potrebbe rivelarsi, tra un paio di anni, più prezioso che non il resto.
Poi, nel possibile, opporci a questa deriva facendo valere i nostri valori costituzionali, le leggi costituzionali poste a difesa della nostra integrità e della nostra vita perché qualcuno sta mettendo le mani nei nostri portafogli ma sta anche affondando coltelli nei nostri addomi per portarci via la vita.
Da medico, devo difendere i miei pazienti, ma anche i miei cari e le persone a me più vicine e aiutarli a capire cosa sta accadendo. Una cosa è essere informato (non si sa bene da chi) l'altra è capire che è urgente tirarsi su le maniche e cominciare a dire: “No, tu oltre questo tu non vai. Io ti fermo e ti impedisco di andare oltre.”
Abbiamo accennato al problema dei bambini, alle vaccinazioni obbligatorie del 2017 gestite dall'Istituto Superiore di Sanità il cui presidente era Walter Ricciardi (che sappiamo avere conflitti di interessi fortissimi con aziende produttrici di vaccini) mentre la legge era stata scritta da Ranieri Guerra che era in quel momento era responsabile vaccini per l'Istituto Superiore di Sanità.
Oggi Ranieri Guerra è sotto inchiesta, inquisito in merito al piano pandemico non realizzato.
Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché il responsabile del piano pandemico non abbia fatto nulla per aggiornarlo quand'era sicuramente tra coloro che sapevano quanto sarebbe accaduto.
In quel momento, queste figure con conflitti di interessi mostruosi e che nessuno si è sognato di denunciare tranne le solite reti alternative messe, poi, sotto silenzio, i nostri bambini sono stati sottoposti ad un obbligo vaccinale importante e chi, tra i medici, ha espresso qualche minimo dubbio è stato radiato senza pietà. Abbiamo avuto svariati casi di medici radiati, confermati nelle scorse settimane, mentre il più gestibile reato d'opinione poteva rappresentare un escamotage per tutti. Radiare i medici appare una soluzione molto dittatoriale, eppure l'accettiamo rimanendo in silenzio, muti.
All'epoca, c'erano al governo, Matteo Renzi e il ministro Beatrice Lorenzin, tutti nomi che tornano ad essere di grande attualità in questi giorni.
È vero che, prima che fossero introdotte le nuove vaccinazioni, ce n'erano già quattro obbligatorie, ma per essere esonerati da quelle prime quattro senza correre il rischio di sanzioni, era sufficiente presentare un certificato medico. Ciò nonostante, e poiché la gente forse giustamente credeva nei vaccini, la copertura vaccinale arrivava al 90/95%.
Con la vaccinazione obbligatoria della legge Lorenzin vediamo, invece, comparire i carabinieri che prelevano i bambini non ancora vaccinati da scuola per portarli in centri non ben identificati dove verranno sottoposti a vaccinazione.
In epoca Covid, sempre in merito ai bambini, si è iniziato a parlare dei provvedimenti da adottare in caso di alunno febbricitante; secondo loro, la soluzione da mettere in atto era, all'insaputa dei genitori, ricorrere al 118.
Io, che ho un bambino di otto anni, non solo non avrei mai dato il mio consenso, ma mi rifiuto categoricamente anche solo di immaginare che mio figlio, a mia insaputa e per due lineette di febbre, venga prelevato e portato non si sa bene dove, né con chi.
Avendo la patria potestà, se il bambino ha la febbre, esigo non solo di essere avvertito per primo ma di decidere autonomamente se non sia il caso di risolvere con un po' di vitamina C o se, con la supervisione del pediatra, non si tratti di una situazione più seria per poter, poi, agire di conseguenza.
Altri colleghi medici sostengono quanto affermo tanto che ci siamo detti: “Dobbiamo presenziare davanti alle scuole, stretti per mano, e impedire che venga attuato questo scempio.
Si rende, quindi, necessario applicare un po' di resistenza passiva e un po' di disobbedienza civile per arrivare a dire: "Noi questa cosa non l'accettiamo! Non ci avete rincoglioniti fino in fondo!! Quanti si sono lasciati rincoglionire dai computer, dai social, dai vari Netflix e dai film porno andranno avanti come meglio credono, ma noi abbiamo ancora la testa sulle spalle e siamo in grado di difenderci e se pensate di poter prelevare i nostri bambini e portarli, con il 118, in centri sconosciuti vi sbagliate di grosso perché noi non ve lo permetteremo."
Avremmo dovuto reagire alla stessa stregua nel momento in cui ci è stato impedito di far visita ai nonni il giorno di Natale o quando, sempre a Natale, ci hanno obbligati ad andare alla messa nel pomeriggio invece di partecipare a quella di mezzanotte. Eppure, erano tutti alle messa delle 20.00...
Il TAR, interpellato sull'argomento, ha dichiarato illegittimi i DPCM di Conte perlomeno fino a quando il Comitato Tecnico Scientifico non avesse comprovato la correttezza scientifica di queste deliranti affermazioni. Naturalmente, il CTS non si è mai espresso in merito e come avrebbe potuto?
Sono tutte cretinate che vanno a dimostrare quanto siamo disposti ad accettare oltre al livello di rincretinimento generale sinora raggiunto.
Abbiamo presentato ricorso al TAR del Lazio documentando come il CTS fosse lungi dall'essere una parte neutra e come, in realtà, sia del tutto coinvolto.
Nonostante tutto, e malgrado non ci sia ancora un parere del CTS, se accendiamo la televisione viene dato per scontato che questi DPCM sono validi e leciti.
Così come sono illegittime le sanzioni fatte ai ristoratori che, il 15 gennaio, hanno aderito all'iniziativa #Ioapro e, malgrado ciò, i TG e le varie emittenti conniventi continuano a sostenere, e a dare per scontato, che sia tutto vero.
Lo stesso accade per i colori assegnati, di volta in volta, alle regioni e per tutte quelle norme, e regole, insensate in relazione a quanto si può o non si può fare.
Il risultato, spesso, è che le persone entrano in ospedale e, senza più rivederle, dopo 15 giorni ci viene comunicato che il paziente è deceduto e quello che ne rimane è solo il sacchettino delle ceneri.
É una situazione molto brutta che non riguarda solo noi, ma (con le dovute differenze) comprende molti altri Paesi se non tutto il mondo.
Dobbiamo attivarci, cercare e mantenere il contatto con la natura, con le persone; abbracciarci e stare insieme il più possibile.
É quanto raccomando ai miei pazienti e che intendo raccomandare a chi mi ascolta.

L: Dott. Speciani, vorrei il suo parere in relazione ad un evento abbastanza interessante e che mi ha sorpreso non poco; mi riferisco all'ispezione al Ministero della Salute e che ha portato al sequestro del portatile del Min. “senza speranza”. Considerato che abbiamo assistito ad un coro univoco in merito alla gestione di questa situazione, a suo avviso, qual è la ragione che ha mosso i giudici a dichiarare illegittimi i DPCM e all'evento cui accennavo?
D: Se devo considerare le cose dall'inizio di questa “pandemia” ad oggi, devo ragionare sul fatto che tutte le misure adottate dal nostro governo, dall'inizio alla fine, non sono mai state minimamente mosse dal desiderio di salvare vite e proteggere la popolazione. Anzi, osservate con l'occhio disincantato di un medico, sono stati provvedimenti volti a generare non solo morti, ma anche panico e allarme generale.
Tutta l'informazione (il mainstrem), a mio giudizio, ha poi continuato a spingere, ad aumentare l'allarme sociale e a suffragare quell'intento. Sarebbe sufficiente guardare un qualsiasi telegiornale per rendersi conto che qualunque numero venga citato è sempre preceduto da “oltre”.
Oltre 1.200.00 morti negli Stati Uniti, oltre 100.000 persone negli ospedali, oltre 500 contagiati in un giorno... Oltre 538.000 vaccinati, ma perché non dichiarare: “Meno di 540.000 vaccinati”? Verrebbe recepito diversamente, è evidente.
L'utilizzo di questa preposizione (oltre) è intenzionale e viene usata al fine di aumentare lo sgomento e il panico nelle persone.
I maggiori contagi non si sono verificati nei luoghi della movida, queste sono le stupidate che hanno cercato di farci credere, ma negli ospedali, nei pronto soccorso.
La paura generata ha portato le persone disperate a recarsi nei pronto soccorso che erano i veri luoghi a rischio contagio. Poi i reparti di terapia intensiva, per non parlare delle RSA che sono “piattini di marmellata” per il virus che, come sappiamo, colpisce a livello sintomatico le persone anziane o quelle pluripatologiche.
All'inizio i protocolli utilizzati, soprattutto in regione Lombardia dove si sono verificati i primi focolai importanti, hanno causato molte morti e molti danni evitabili.
Faccio notare che tuttora siamo, incredibilmente, in zona rossa pur avendo dati di contagio e di mortalità di gran lunga inferiori ad altre regioni; evidentemente non siamo una regione gradita al governo.
Io mi sono laureato in medicina all'ospedale Sacco, una delle eccellenze infettivologiche italiane e ho avuto docenti quali la Prof. Gismondo di microbiologia e il Prof. Galli di sanità pubblica; i protocolli messi in atto nei mesi scorsi prevedevano, per esempio, la soppressione della febbre, l'utilizzo fin da subito del cortisone, che è un abbattente delle difese immunitarie, e poi antivirali e farmaci biologici costosissimi privi di un'adeguata documentazione che ne validasse l'efficacia.
In seguito, la persona peggiorava e veniva intubata e venivano vietate le autopsie, salvo metodologie particolari, così che non si potesse comprendere quali fossero le reale cause di quelle morti.
Con disobbedienza civile qualcuno ha iniziato a fare le autopsie e a quel punto si è cominciato a capire che con l'eparina si potevano ottenere risultati migliori, ma anche in quel caso sono comparsi in televisione i soliti virologi di Stato pronti a dichiarare, ancora una volta, che si trattava di un fake. Quindi molti protocolli sono rimasti invariati e, allora, altri morti e altre persone mal seguite e, di conseguenza, altri danni.
Non sto dando la colpa ai medici che rischiano sanzioni molto pesanti perché devono attenersi ai protocolli, ma a chi li ha generati. I medici si sono trovati tra l'incudine e il martello, con la Regione da una parte e il ministro della salute dall'altra.
Io, in tempi non sospetti, ho scritto un libro “Il medico scelse di morire”, un libro di fantasanità in cui ipotizzo alcune cose che, dato che ho la vista lunga, sono regolarmente accadute.
È la storia di alcuni medici che ragionano in termini più illuminati e che trovandosi in una serie di problemi devono cercare una soluzione; inoltre, e in tempi non sospetti, pur non facendo alcun nome ho supposto, all'interno del libro, che ci fossero ministri corrotti dall'industria farmaceutica.
Ritengo che davanti a comportamenti tremendamente omissivi la magistratura debba indagare con precisione. Abbiamo parlato, non a caso, di Ranieri Guerra e del piano pandemico non realizzato, di Speranza per l'utilizzo di protocolli sbagliati e del divieto di autopsie da lui stesso emanato non appena l'OMS gliel'ha indicato. Aggiungo, inoltre, il ministro dei trasporti che per tutta l'estate si è occupato delle scuole senza riuscire a prevedere, né tanto meno fornire ai ragazzi i mezzi di trasporto necessari e più adeguati. Si è verificata un impennata storica del numero di suicidi tra i ragazzi che hanno vissuto una situazione di per sé già drammatica e magari appesantita ulteriormente da condizioni familiari intense dovute alla situazione economica precaria o ai dissidi presenti all'interno del nucleo familiare.
Mentre questo accadeva in televisione soubrette, non meglio identificate, accusavano i runner di muoversi da irresponsabili.
La magistratura, dunque, e lungi da me qualunque cattivo pensiero, qualora avesse anche solo un sospetto dovrebbe andare a fondo e se, in seguito, dovesse scoprire che i conti correnti di alcuni politici o responsabili di regione, piuttosto che sindaci, fossero stati, indebitamente, ingrassati da parte di alcune aziende farmaceutiche o da società finanziarie, o gruppi finanziari europei e mondiali, affinché procedessero con lockdown più duri o applicassero regole più ferree, piuttosto che contribuire ad aumentare l'allarme generale, dovrebbe agire con grande severità perché non credo che queste persone meritino qualche mese, o anno, di galera, ma ritengo che meritino ben altro. Ci sono tanti familiari, amici e compagni, che non hanno potuto salutare, né accompagnare, i propri cari nel momento della morte e tantissimi anziani privati della vicinanza e del conforto dei propri affetti.
L: Siamo consapevoli che esista un piano dietro tutto questo, che non si tratti di una crisi sanitaria. ma economica. Con questo pretesto sanitario vogliono indurre una caduta economica tale da rendere le persone ricattabili colpendo, poi, a macchia di leopardo varie categorie. Anche con l'uso di frasi sfrontate, e di un'arroganza inaudita, pronunciate con un senso di impunità inaccettabile, come la frase di Monti da lei citata poc'anzi. Questo è uno degli aspetti che maggiormente impressiona, quel senso di impunità che viene, senza alcun ritegno, sbattuto in faccia.
Io, però, parto dal presupposto che siano dei folli e siccome conosco piuttosto bene la follia e so che non consente un approccio empatico e che si sottovaluta sempre la questione da gestire, ritengo che molte cose siano sfuggite loro di mano.
Il fatto, ad esempio, che, per ingrassare le statistiche, siano costretti a doversi inventare malati immaginari (gli asintomatici) o che avvallino il tampone, ora sotto inchiesta, che sappiamo essere fallace per il 80% dei casi, a suo avviso, è qualcosa che avevano previsto o è una “pezza” che hanno dovuto mettere per portare avanti il loro progetto?
D: Nel 2020, mentre mi trovavo, con altri 150 medici, a Rimini per partecipare ad un corso bellissimo, si cominciava a sentir parlare di lockdown e dell'intenzione di chiudere tutto.
Alcuni medici, alquanto terrorizzati, cominciavano a pensare alla fuga.
Abbiamo assistito, nel corso degli anni passati, a quanto accadeva in Paesi lontani, ma il massimo che abbiamo provato è stata una vaga preoccupazione. Dunque, in quel periodo, si parlava di lockdown e le persone avevano già paura a muoversi, poi, nei giorni successivi è scoppiato di tutto.
É evidente che c'è stato un piano; stanno mettendo una pezza?
Penso che ne mettano da un po' e un po' per volta e che ci stiano riuscendo.
Non è possibile fare un governo unico mondiale pacificamente, è ovvio che i vari Paesi in quel caso si ribellerebbero, ma se io ti metto in condizioni di miseria riesco, probabilmente, a far in modo che sia tu, ad un certo momento, a venire da me e a pregarmi di darti aiuto finanziario.
Tante cose sappiamo di questi gruppi finanziari mondiali che hanno progettato guerre che, a volte, sono andate a buon fine per i loro desideri, mentre altre volte meno. Uno dei film che prediligo è “Ritorno al futuro”, ora non ricordo se fosse il secondo o il terzo, ma in quel film i personaggi, andando avanti e indietro nel tempo, si imbattono in un deficiente che grazie ad un annuario dello sport ottiene un potere infinito e diventa l'uomo più ricco del mondo. A quel punto, tutto il mondo diventa a sua immagine e somiglianza; quindi, un grande casinò con gente che spara e persone armate fino ai denti che girano liberamente...
Noi ci troviamo di fronte ad un bivio, da un lato abbiamo la possibilità di mettere in mano il nostro futuro, e il futuro dell'intera umanità, a una manica di deficienti (che purtroppo deficienti non sono) dotati di grande intelligenza che, come Diabolik, utilizzano per procurare danno agli altri e guadagni a loro stessi.
Personalmente non capisco come, o perché, chi possiede decine di macchine di lusso, e ville, e barche e aziende di successo possa desiderare di conquistare il mondo; nessuno impedisce loro di godere dei beni che già possiedono né, tanto meno, di continuare a guidare le aziende tanto fruttuose e già di loro proprietà.
Bill Gates, che è il maggior finanziatore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità tanto da valergli il titolo di “presidente di fatto” considerato, inoltre, che l'OMS non è un organismo indipendente ma una società privata denominata “Bill & Melinda Gates Foundation”, con grande leggerezza e serenità, ha dichiarato che la popolazione mondiale dovrà diminuire del 15%.
Tradotto in cifre, parliamo di 1.000.000.000 (un miliardo) di morti.
Davanti ad un'affermazione simile, penso che l'arresto immediato, e la conseguente severissima condanna, rappresenterebbero la decisione più consona perché un individuo dotato di immensi capitali, e d'immenso potere, potrebbe anche riuscire nell'impresa ventilata verbalmente.
C'è, invece e dall'altro lato, una massa di persone che è pronta a dire: “Fate quello che volete, ma lasciateci in pace perché ci sono libertà personali che debbono essere preservate.
Oggi la lotta è in questo senso, riuscire a mantenere, per esempio, la scelta di cura, di circolare liberamente, di amarci e anche di morire e di farlo abbracciando i nostri cari.
Penso che queste libertà vadano difese con le unghie e con i denti.
Non si vince picchiando più forte, ma restando indifferenti alle provocazioni.
Quando ci troviamo davanti ai DPCM illegali, al silenzio del presidente della repubblica che dovrebbe difendere la costituzione, al presidente del consiglio, o ai politici che si preoccupano solo del voto in più o in meno e se ne fregano degli italiani e continuano a chiudere e a mettere colori alle varie regioni solo per creare confusione, penso che queste figure facciano parte di un piano, ma penso anche che la storia li condannerà.
Sono burattini nelle mani di personaggi più importanti che fanno fare loro ciò che più desiderano. Penso che questi burattini si accontentino di scambiano il poco potere che hanno, e l'immagine pubblica che ne deriva, per il corrispettivo di un piatto di pasta.
Ci saranno altri Piazzale Loreto perché la gente dirà: “Basta! Ci avete preso per i fondelli a sufficienza, ma ora abbiamo capito il vostro gioco.
Ma che fatica avere una reazione intelligente, coerente, da parte di una massa critica di persone dopo che siamo stati rincoglioniti con i centri commerciali, le musichine, gli ephone e tutte quelle cose inutili.
Non dobbiamo stancarci mai di risvegliare la consapevolezza nelle persone, raccontare le cose come stanno e cercare di far comprendere che ci sono verità che nessuno diffonde. Arroccarci nella difesa dei nostri diritti costituzionali diventa un must dal quale non possiamo, assolutamente, esimerci.
L: Le faccio l'ultima domanda, è una domanda facile perché ne ha parlato in quel famoso documento che mi sono riservato di divulgare.
Cosa potrebbe dire alle persone che, in questo momento, la stanno seguendo in merito alla gestione di quanto ci accade? La maggior parte delle persone, sia chi crede al virus che chi è convinto che nasconda altro, non trovano soluzione e, di conseguenza, come quando siamo storditi o impauriti o arrabbiati, non riuscendo ad essere lungimiranti cercano il nemico da combattere nella prima persona, o situazione, che si trova al loro fianco.
Tra le tante frasi riportate nel suo documento, una mi ha colpito in modo particolare: “Dobbiamo concentrarci sulla nostra vita e guardare al futuro; ristrutturare o abbellire casa, per esempio, non curandoci di quanto stanno facendo loro.
Cos'altro potrebbe dire per dare sollievo, per far sì che possano guardare a questa situazione in maniera differente?
D: Come tutti, porto anch'io “la michetta a casa” ogni giorno, il conquibus quotidiano, e non è che sia felice se penso che, magari, domani non potrò più lavorare, Però, quando abbraccio il mio bimbo, quando leggiamo la fiaba della sera, io sono felice. Sono sereno. So di aver aiutato le persone a comprendere, non ho dato verità preconfezionate, ma ho stimolato delle risposte. Magari ho anche sbagliato, chi lo sa? Ma l'ho fatto onestamente.
Io mi metto nei panni di questi signori, i vari Conte, Di Maio, Zingaretti salendo fino a Lagarde, Gates, Rotschild, Soros. Queste persone la notte, quando vanno a dormire, quando poggiano la testa sul cuscino riescono ad avere sonni tranquilli? Io me lo chiedo veramente.
Perché non è possibile pensare che possano andare a dormire sereni dopo aver dichiarato di voler ridurre la popolazione di un 1.000.000.000! Ma perché, con quale scopo? Perché dopo staremo tutti meglio? Ma anche Hitler pensava che uccidendo tutti gli ebrei si sarebbe stati tutti meglio e anche Stalin lo pensava quando ha ucciso tutti gli omosessuali e tutti gli oppositori politici.
Sono pazzi, pazzi che hanno avuto anche un largo seguito, ma questa si chiama follia! Lucida follia. Penso a queste persone e provo pena per loro, anche se sono gli uomini più ricchi e potenti del mondo.
A loro manca la serenità che provo quando abbraccio il mio bimbo o quando penso ai miei bimbi più grandi che sono in giro per il mondo e se un domani mi prenderò un virus, magari il Covid 2023, perché a quel punto avrò 62 anni e sarò più sensibile, basta.
Saluterò questo mondo e questa vita perché avrò vissuto sino all'ultimo giorno mordendo la vita. Amando mia moglie, i miei figli, amando il mio lavoro e facendolo con passione, avendo insegnato tanto, e a tante persone, e avendo imparato tanto da tutti loro.
Di questa gente, non ci deve fregare niente; dobbiamo dire; “Questi sono i nostri diritti e non provatevi a toccarli!
Detto questo, dobbiamo continuare, come si diceva prima, a vivere nella bellezza.
Quando vado a correre e vedo queste albe meravigliose qualche volta, rientrando a casa, capita che trovi una bottiglia di plastica buttata a terra; io la raccolgo e la metto nel primo cestino a disposizione perché il bello va preservato.
Come quando mi capita di trovare sacchi di spazzatura ai margini delle strade, li raccolgo e li butto in luoghi appositi; non mi costa nulla. Vivere nel bello è un diritto e un dovere.
Mi viene in mente quanto ho letto in un libro, non ricordo quale, anni fa.
Una persona va a camminare una mattina sulla spiaggia e nota un vecchietto che prende, una ad una, le stelle marine spiaggiate e le ributta in mare. Si avvicina all'anziano signore e gli dice “Cosa fa?” Il vecchietto gli spiega che sta raccogliendo le stelle marine per riportarle al mare così che l'altro commenta: “Non vede? Ce ne sono migliaia e migliaia, e se anche impiegasse tutto il giorno riuscirebbe forse a riportarne in mare solo un centinaio. Ci sono tante altre spiagge e chissà quante altre stelle marine sono spiaggiate e non riusciranno mai tornare in mare. Quindi, cosa cambia?
Il vecchietto, tenendo tra le dita la stella marina appena raccolta, risponde: “Beh, per questa cambia
Quella storia mi è piaciuta moltissimo perché significa che noi facciamo cose, piccole cose che assumono grande significato per l'altro. Abbiamo un mare di possibilità di fare cose bellissime per chi ci sta accanto, piccole cose come decidere di cenare da un ristoratore in crisi piuttosto che nel solito ristorante o di passare qualche ora con un anziano che vive solo.
Possiamo fare tanto; e allora facciamolo.
L: Grazie, grazie di cuore. Ci sono tantissimi commenti straordinari rivolti alla sua persona e anche tanti complimenti da parte dei lettori del suo libro.
Dott. Speciani, quando siamo immersi in un ruolo, e i medici che sono un po' corporativi e hanno a che fare con tante persone rischiano spesso di diventare numeri a discapito della sensibilità e lungimiranza che, al contrario, lei ha manifestato e dimostrato sia con quello che dice che in quello che scrive. Questo le fa molto onore.
Come fa a far uscire l'uomo dal medico?
D: C'è una cosa che facciamo sempre, tutti i giorni, ed è quella di indossare una maschera.
Io sono un medico e allora indosso la maschera del medico mentre tu, che sei il paziente, indosserai l'altra.
Parliamo da medico a paziente e io cosa devo fare? Devo essere paternalistico, incarnare la conoscenza, darti le informazioni giuste e tu, da paziente, devi farmi capire che fai le cose giuste, che ti comporti nel modo giusto, etc. etc..
Come in un palcoscenico ognuno recita la sua parte, ma a un certo momento ti togli quella maschera e ne indossi un'altra; noi, spesso, giochiamo con queste maschere: quella del marito, del padre, della moglie, del figlio, etc., ma non siamo mai veri.
Non riusciamo mai a gettare del tutto queste maschere, ma se le togliessimo il rapporto sarebbe più vero, forse meno professionale, meno efficace, ma sicuramente più vero.
È quello che faccio con i miei pazienti e che ha reso il mio lavoro, e tutto quello che faccio, molto più divertente.
Proprio ieri, per prepararmi alla fuga che ci aspetta, leggevo un libro in cui veniva citato il concetto di lavoro di una donna che, parlando del periodo in cui lavorava in campagna, diceva: “Nella nostra cultura l'idea di lavoro non è mai stato qualcosa di punitivo, ma è sempre stato vissuto come una gioia. All'epoca, sapevo che il martedì si faceva il pane o che il giovedì ci si occupava delle pecore. Capitava, a volte, che mentre mi prendevo cura dei cavalli e vedevo il giorno imbrunire provassi dispiacere perché avrei voluto trattenermi oltre tanto mi piaceva farlo e invece ero costretta a smettere perché il sole sarebbe calato a breve. Lavorare, per me e la mia mamma, è sempre stato un piacere, una vera gioia.
Ecco, questo è quanto voglio augurare a tutti.
Io il lavoro l'ho scelto e oltre a fare il medico faccio tante cose che mi piacciono, scrivo libri, sono direttore di un magazine e al mattino vado a correre. Nella mia vita l'attività fisica è stata un lavoro perché oltre ad aver fatto, in passato, agonismo ho anche allenato.
In tutto ho sempre messo, e continuo a mettere, il cuore. Così facendo tutto mi è diventato più facile e ancora oggi non capita mai che alzandomi al mattino io mi senta appesantito perché devo recarmi dai pazienti col rischio che qualcuno tra loro mi carichi anche della sua storia.
Quando sento altri parlare in questi termini, mi domando perché abbiano scelto quella professione. Certo io sono stato molto fortunato, la mia famiglia mi ha dato cultura e supporto, ciò nonostante invito caldamente anche chi non ha avuto la mia stessa fortuna a migliorarsi ogni giorno un po' di più. A volte, è necessario rischiare.
L: Grazie Dottore, sa che è stata veramente una bella intervista?
D: Si, anche a me è piaciuta molto.
L: Lei, Dott. Speciani, ha detto cose non solo straordinarie, ma anche molto profonde.
D: Grazie Luca e grazie a tutti voi. Auguro a tutti di conservare sempre il sorriso anche in tempi duri come questi.

L: Dott. Speciani, vorrei il suo parere in relazione ad un evento abbastanza interessante e che mi ha sorpreso non poco; mi riferisco all'ispezione al Ministero della Salute e che ha portato al sequestro del portatile del Min. “senza speranza”. Considerato che abbiamo assistito ad un coro univoco in merito alla gestione di questa situazione, a suo avviso, qual è la ragione che ha mosso i giudici a dichiarare illegittimi i DPCM e all'evento cui accennavo?
D: Se devo considerare le cose dall'inizio di questa “pandemia” ad oggi, devo ragionare sul fatto che tutte le misure adottate dal nostro governo, dall'inizio alla fine, non sono mai state minimamente mosse dal desiderio di salvare vite e proteggere la popolazione. Anzi, osservate con l'occhio disincantato di un medico, sono stati provvedimenti volti a generare non solo morti, ma anche panico e allarme generale.
Tutta l'informazione (il mainstrem), a mio giudizio, ha poi continuato a spingere, ad aumentare l'allarme sociale e a suffragare quell'intento. Sarebbe sufficiente guardare un qualsiasi telegiornale per rendersi conto che qualunque numero venga citato è sempre preceduto da “oltre”.
Oltre 1.200.00 morti negli Stati Uniti, oltre 100.000 persone negli ospedali, oltre 500 contagiati in un giorno... Oltre 538.000 vaccinati, ma perché non dichiarare: “Meno di 540.000 vaccinati”? Verrebbe recepito diversamente, è evidente.
L'utilizzo di questa preposizione (oltre) è intenzionale e viene usata al fine di aumentare lo sgomento e il panico nelle persone.
I maggiori contagi non si sono verificati nei luoghi della movida, queste sono le stupidate che hanno cercato di farci credere, ma negli ospedali, nei pronto soccorso.
La paura generata ha portato le persone disperate a recarsi nei pronto soccorso che erano i veri luoghi a rischio contagio. Poi i reparti di terapia intensiva, per non parlare delle RSA che sono “piattini di marmellata” per il virus che, come sappiamo, colpisce a livello sintomatico le persone anziane o quelle pluripatologiche.
All'inizio i protocolli utilizzati, soprattutto in regione Lombardia dove si sono verificati i primi focolai importanti, hanno causato molte morti e molti danni evitabili.
Faccio notare che tuttora siamo, incredibilmente, in zona rossa pur avendo dati di contagio e di mortalità di gran lunga inferiori ad altre regioni; evidentemente non siamo una regione gradita al governo.
Io mi sono laureato in medicina all'ospedale Sacco, una delle eccellenze infettivologiche italiane e ho avuto docenti quali la Prof. Gismondo di microbiologia e il Prof. Galli di sanità pubblica; i protocolli messi in atto nei mesi scorsi prevedevano, per esempio, la soppressione della febbre, l'utilizzo fin da subito del cortisone, che è un abbattente delle difese immunitarie, e poi antivirali e farmaci biologici costosissimi privi di un'adeguata documentazione che ne validasse l'efficacia.
In seguito, la persona peggiorava e veniva intubata e venivano vietate le autopsie, salvo metodologie particolari, così che non si potesse comprendere quali fossero le reale cause di quelle morti.
Con disobbedienza civile qualcuno ha iniziato a fare le autopsie e a quel punto si è cominciato a capire che con l'eparina si potevano ottenere risultati migliori, ma anche in quel caso sono comparsi in televisione i soliti virologi di Stato pronti a dichiarare, ancora una volta, che si trattava di un fake. Quindi molti protocolli sono rimasti invariati e, allora, altri morti e altre persone mal seguite e, di conseguenza, altri danni.
Non sto dando la colpa ai medici che rischiano sanzioni molto pesanti perché devono attenersi ai protocolli, ma a chi li ha generati. I medici si sono trovati tra l'incudine e il martello, con la Regione da una parte e il ministro della salute dall'altra.
Io, in tempi non sospetti, ho scritto un libro “Il medico scelse di morire”, un libro di fantasanità in cui ipotizzo alcune cose che, dato che ho la vista lunga, sono regolarmente accadute.
È la storia di alcuni medici che ragionano in termini più illuminati e che trovandosi in una serie di problemi devono cercare una soluzione; inoltre, e in tempi non sospetti, pur non facendo alcun nome ho supposto, all'interno del libro, che ci fossero ministri corrotti dall'industria farmaceutica.
Ritengo che davanti a comportamenti tremendamente omissivi la magistratura debba indagare con precisione. Abbiamo parlato, non a caso, di Ranieri Guerra e del piano pandemico non realizzato, di Speranza per l'utilizzo di protocolli sbagliati e del divieto di autopsie da lui stesso emanato non appena l'OMS gliel'ha indicato. Aggiungo, inoltre, il ministro dei trasporti che per tutta l'estate si è occupato delle scuole senza riuscire a prevedere, né tanto meno fornire ai ragazzi i mezzi di trasporto necessari e più adeguati. Si è verificata un impennata storica del numero di suicidi tra i ragazzi che hanno vissuto una situazione di per sé già drammatica e magari appesantita ulteriormente da condizioni familiari intense dovute alla situazione economica precaria o ai dissidi presenti all'interno del nucleo familiare.
Mentre questo accadeva in televisione soubrette, non meglio identificate, accusavano i runner di muoversi da irresponsabili.
La magistratura, dunque, e lungi da me qualunque cattivo pensiero, qualora avesse anche solo un sospetto dovrebbe andare a fondo e se, in seguito, dovesse scoprire che i conti correnti di alcuni politici o responsabili di regione, piuttosto che sindaci, fossero stati, indebitamente, ingrassati da parte di alcune aziende farmaceutiche o da società finanziarie, o gruppi finanziari europei e mondiali, affinché procedessero con lockdown più duri o applicassero regole più ferree, piuttosto che contribuire ad aumentare l'allarme generale, dovrebbe agire con grande severità perché non credo che queste persone meritino qualche mese, o anno, di galera, ma ritengo che meritino ben altro. Ci sono tanti familiari, amici e compagni, che non hanno potuto salutare, né accompagnare, i propri cari nel momento della morte e tantissimi anziani privati della vicinanza e del conforto dei propri affetti.
L: Siamo consapevoli che esista un piano dietro tutto questo, che non si tratti di una crisi sanitaria. ma economica. Con questo pretesto sanitario vogliono indurre una caduta economica tale da rendere le persone ricattabili colpendo, poi, a macchia di leopardo varie categorie. Anche con l'uso di frasi sfrontate, e di un'arroganza inaudita, pronunciate con un senso di impunità inaccettabile, come la frase di Monti da lei citata poc'anzi. Questo è uno degli aspetti che maggiormente impressiona, quel senso di impunità che viene, senza alcun ritegno, sbattuto in faccia.
Io, però, parto dal presupposto che siano dei folli e siccome conosco piuttosto bene la follia e so che non consente un approccio empatico e che si sottovaluta sempre la questione da gestire, ritengo che molte cose siano sfuggite loro di mano.
Il fatto, ad esempio, che, per ingrassare le statistiche, siano costretti a doversi inventare malati immaginari (gli asintomatici) o che avvallino il tampone, ora sotto inchiesta, che sappiamo essere fallace per il 80% dei casi, a suo avviso, è qualcosa che avevano previsto o è una “pezza” che hanno dovuto mettere per portare avanti il loro progetto?
D: Nel 2020, mentre mi trovavo, con altri 150 medici, a Rimini per partecipare ad un corso bellissimo, si cominciava a sentir parlare di lockdown e dell'intenzione di chiudere tutto.
Alcuni medici, alquanto terrorizzati, cominciavano a pensare alla fuga.
Abbiamo assistito, nel corso degli anni passati, a quanto accadeva in Paesi lontani, ma il massimo che abbiamo provato è stata una vaga preoccupazione. Dunque, in quel periodo, si parlava di lockdown e le persone avevano già paura a muoversi, poi, nei giorni successivi è scoppiato di tutto.
É evidente che c'è stato un piano; stanno mettendo una pezza?
Penso che ne mettano da un po' e un po' per volta e che ci stiano riuscendo.
Non è possibile fare un governo unico mondiale pacificamente, è ovvio che i vari Paesi in quel caso si ribellerebbero, ma se io ti metto in condizioni di miseria riesco, probabilmente, a far in modo che sia tu, ad un certo momento, a venire da me e a pregarmi di darti aiuto finanziario.
Tante cose sappiamo di questi gruppi finanziari mondiali che hanno progettato guerre che, a volte, sono andate a buon fine per i loro desideri, mentre altre volte meno. Uno dei film che prediligo è “Ritorno al futuro”, ora non ricordo se fosse il secondo o il terzo, ma in quel film i personaggi, andando avanti e indietro nel tempo, si imbattono in un deficiente che grazie ad un annuario dello sport ottiene un potere infinito e diventa l'uomo più ricco del mondo. A quel punto, tutto il mondo diventa a sua immagine e somiglianza; quindi, un grande casinò con gente che spara e persone armate fino ai denti che girano liberamente...
Noi ci troviamo di fronte ad un bivio, da un lato abbiamo la possibilità di mettere in mano il nostro futuro, e il futuro dell'intera umanità, a una manica di deficienti (che purtroppo deficienti non sono) dotati di grande intelligenza che, come Diabolik, utilizzano per procurare danno agli altri e guadagni a loro stessi.
Personalmente non capisco come, o perché, chi possiede decine di macchine di lusso, e ville, e barche e aziende di successo possa desiderare di conquistare il mondo; nessuno impedisce loro di godere dei beni che già possiedono né, tanto meno, di continuare a guidare le aziende tanto fruttuose e già di loro proprietà.
Bill Gates, che è il maggior finanziatore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità tanto da valergli il titolo di “presidente di fatto” considerato, inoltre, che l'OMS non è un organismo indipendente ma una società privata denominata “Bill & Melinda Gates Foundation”, con grande leggerezza e serenità, ha dichiarato che la popolazione mondiale dovrà diminuire del 15%.
Tradotto in cifre, parliamo di 1.000.000.000 (un miliardo) di morti.
Davanti ad un'affermazione simile, penso che l'arresto immediato, e la conseguente severissima condanna, rappresenterebbero la decisione più consona perché un individuo dotato di immensi capitali, e d'immenso potere, potrebbe anche riuscire nell'impresa ventilata verbalmente.
C'è, invece e dall'altro lato, una massa di persone che è pronta a dire: “Fate quello che volete, ma lasciateci in pace perché ci sono libertà personali che debbono essere preservate.
Oggi la lotta è in questo senso, riuscire a mantenere, per esempio, la scelta di cura, di circolare liberamente, di amarci e anche di morire e di farlo abbracciando i nostri cari.
Penso che queste libertà vadano difese con le unghie e con i denti.
Non si vince picchiando più forte, ma restando indifferenti alle provocazioni.
Quando ci troviamo davanti ai DPCM illegali, al silenzio del presidente della repubblica che dovrebbe difendere la costituzione, al presidente del consiglio, o ai politici che si preoccupano solo del voto in più o in meno e se ne fregano degli italiani e continuano a chiudere e a mettere colori alle varie regioni solo per creare confusione, penso che queste figure facciano parte di un piano, ma penso anche che la storia li condannerà.
Sono burattini nelle mani di personaggi più importanti che fanno fare loro ciò che più desiderano. Penso che questi burattini si accontentino di scambiano il poco potere che hanno, e l'immagine pubblica che ne deriva, per il corrispettivo di un piatto di pasta.
Ci saranno altri Piazzale Loreto perché la gente dirà: “Basta! Ci avete preso per i fondelli a sufficienza, ma ora abbiamo capito il vostro gioco.
Ma che fatica avere una reazione intelligente, coerente, da parte di una massa critica di persone dopo che siamo stati rincoglioniti con i centri commerciali, le musichine, gli ephone e tutte quelle cose inutili.
Non dobbiamo stancarci mai di risvegliare la consapevolezza nelle persone, raccontare le cose come stanno e cercare di far comprendere che ci sono verità che nessuno diffonde. Arroccarci nella difesa dei nostri diritti costituzionali diventa un must dal quale non possiamo, assolutamente, esimerci.
L: Le faccio l'ultima domanda, è una domanda facile perché ne ha parlato in quel famoso documento che mi sono riservato di divulgare.
Cosa potrebbe dire alle persone che, in questo momento, la stanno seguendo in merito alla gestione di quanto ci accade? La maggior parte delle persone, sia chi crede al virus che chi è convinto che nasconda altro, non trovano soluzione e, di conseguenza, come quando siamo storditi o impauriti o arrabbiati, non riuscendo ad essere lungimiranti cercano il nemico da combattere nella prima persona, o situazione, che si trova al loro fianco.
Tra le tante frasi riportate nel suo documento, una mi ha colpito in modo particolare: “Dobbiamo concentrarci sulla nostra vita e guardare al futuro; ristrutturare o abbellire casa, per esempio, non curandoci di quanto stanno facendo loro.
Cos'altro potrebbe dire per dare sollievo, per far sì che possano guardare a questa situazione in maniera differente?
D: Come tutti, porto anch'io “la michetta a casa” ogni giorno, il conquibus quotidiano, e non è che sia felice se penso che, magari, domani non potrò più lavorare, Però, quando abbraccio il mio bimbo, quando leggiamo la fiaba della sera, io sono felice. Sono sereno. So di aver aiutato le persone a comprendere, non ho dato verità preconfezionate, ma ho stimolato delle risposte. Magari ho anche sbagliato, chi lo sa? Ma l'ho fatto onestamente.
Io mi metto nei panni di questi signori, i vari Conte, Di Maio, Zingaretti salendo fino a Lagarde, Gates, Rotschild, Soros. Queste persone la notte, quando vanno a dormire, quando poggiano la testa sul cuscino riescono ad avere sonni tranquilli? Io me lo chiedo veramente.
Perché non è possibile pensare che possano andare a dormire sereni dopo aver dichiarato di voler ridurre la popolazione di un 1.000.000.000! Ma perché, con quale scopo? Perché dopo staremo tutti meglio? Ma anche Hitler pensava che uccidendo tutti gli ebrei si sarebbe stati tutti meglio e anche Stalin lo pensava quando ha ucciso tutti gli omosessuali e tutti gli oppositori politici.
Sono pazzi, pazzi che hanno avuto anche un largo seguito, ma questa si chiama follia! Lucida follia. Penso a queste persone e provo pena per loro, anche se sono gli uomini più ricchi e potenti del mondo.
A loro manca la serenità che provo quando abbraccio il mio bimbo o quando penso ai miei bimbi più grandi che sono in giro per il mondo e se un domani mi prenderò un virus, magari il Covid 2023, perché a quel punto avrò 62 anni e sarò più sensibile, basta.
Saluterò questo mondo e questa vita perché avrò vissuto sino all'ultimo giorno mordendo la vita. Amando mia moglie, i miei figli, amando il mio lavoro e facendolo con passione, avendo insegnato tanto, e a tante persone, e avendo imparato tanto da tutti loro.
Di questa gente, non ci deve fregare niente; dobbiamo dire; “Questi sono i nostri diritti e non provatevi a toccarli!
Detto questo, dobbiamo continuare, come si diceva prima, a vivere nella bellezza.
Quando vado a correre e vedo queste albe meravigliose qualche volta, rientrando a casa, capita che trovi una bottiglia di plastica buttata a terra; io la raccolgo e la metto nel primo cestino a disposizione perché il bello va preservato.
Come quando mi capita di trovare sacchi di spazzatura ai margini delle strade, li raccolgo e li butto in luoghi appositi; non mi costa nulla. Vivere nel bello è un diritto e un dovere.
Mi viene in mente quanto ho letto in un libro, non ricordo quale, anni fa.
Una persona va a camminare una mattina sulla spiaggia e nota un vecchietto che prende, una ad una, le stelle marine spiaggiate e le ributta in mare. Si avvicina all'anziano signore e gli dice “Cosa fa?” Il vecchietto gli spiega che sta raccogliendo le stelle marine per riportarle al mare così che l'altro commenta: “Non vede? Ce ne sono migliaia e migliaia, e se anche impiegasse tutto il giorno riuscirebbe forse a riportarne in mare solo un centinaio. Ci sono tante altre spiagge e chissà quante altre stelle marine sono spiaggiate e non riusciranno mai tornare in mare. Quindi, cosa cambia?
Il vecchietto, tenendo tra le dita la stella marina appena raccolta, risponde: “Beh, per questa cambia
Quella storia mi è piaciuta moltissimo perché significa che noi facciamo cose, piccole cose che assumono grande significato per l'altro. Abbiamo un mare di possibilità di fare cose bellissime per chi ci sta accanto, piccole cose come decidere di cenare da un ristoratore in crisi piuttosto che nel solito ristorante o di passare qualche ora con un anziano che vive solo.
Possiamo fare tanto; e allora facciamolo.
L: Grazie, grazie di cuore. Ci sono tantissimi commenti straordinari rivolti alla sua persona e anche tanti complimenti da parte dei lettori del suo libro.
Dott. Speciani, quando siamo immersi in un ruolo, e i medici che sono un po' corporativi e hanno a che fare con tante persone rischiano spesso di diventare numeri a discapito della sensibilità e lungimiranza che, al contrario, lei ha manifestato e dimostrato sia con quello che dice che in quello che scrive. Questo le fa molto onore.
Come fa a far uscire l'uomo dal medico?
D: C'è una cosa che facciamo sempre, tutti i giorni, ed è quella di indossare una maschera.
Io sono un medico e allora indosso la maschera del medico mentre tu, che sei il paziente, indosserai l'altra.
Parliamo da medico a paziente e io cosa devo fare? Devo essere paternalistico, incarnare la conoscenza, darti le informazioni giuste e tu, da paziente, devi farmi capire che fai le cose giuste, che ti comporti nel modo giusto, etc. etc..
Come in un palcoscenico ognuno recita la sua parte, ma a un certo momento ti togli quella maschera e ne indossi un'altra; noi, spesso, giochiamo con queste maschere: quella del marito, del padre, della moglie, del figlio, etc., ma non siamo mai veri.
Non riusciamo mai a gettare del tutto queste maschere, ma se le togliessimo il rapporto sarebbe più vero, forse meno professionale, meno efficace, ma sicuramente più vero.
È quello che faccio con i miei pazienti e che ha reso il mio lavoro, e tutto quello che faccio, molto più divertente.
Proprio ieri, per prepararmi alla fuga che ci aspetta, leggevo un libro in cui veniva citato il concetto di lavoro di una donna che, parlando del periodo in cui lavorava in campagna, diceva: “Nella nostra cultura l'idea di lavoro non è mai stato qualcosa di punitivo, ma è sempre stato vissuto come una gioia. All'epoca, sapevo che il martedì si faceva il pane o che il giovedì ci si occupava delle pecore. Capitava, a volte, che mentre mi prendevo cura dei cavalli e vedevo il giorno imbrunire provassi dispiacere perché avrei voluto trattenermi oltre tanto mi piaceva farlo e invece ero costretta a smettere perché il sole sarebbe calato a breve. Lavorare, per me e la mia mamma, è sempre stato un piacere, una vera gioia.
Ecco, questo è quanto voglio augurare a tutti.
Io il lavoro l'ho scelto e oltre a fare il medico faccio tante cose che mi piacciono, scrivo libri, sono direttore di un magazine e al mattino vado a correre. Nella mia vita l'attività fisica è stata un lavoro perché oltre ad aver fatto, in passato, agonismo ho anche allenato.
In tutto ho sempre messo, e continuo a mettere, il cuore. Così facendo tutto mi è diventato più facile e ancora oggi non capita mai che alzandomi al mattino io mi senta appesantito perché devo recarmi dai pazienti col rischio che qualcuno tra loro mi carichi anche della sua storia.
Quando sento altri parlare in questi termini, mi domando perché abbiano scelto quella professione. Certo io sono stato molto fortunato, la mia famiglia mi ha dato cultura e supporto, ciò nonostante invito caldamente anche chi non ha avuto la mia stessa fortuna a migliorarsi ogni giorno un po' di più. A volte, è necessario rischiare.
L: Grazie Dottore, sa che è stata veramente una bella intervista?
D: Si, anche a me è piaciuta molto.
L: Lei, Dott. Speciani, ha detto cose non solo straordinarie, ma anche molto profonde.
D: Grazie Luca e grazie a tutti voi. Auguro a tutti di conservare sempre il sorriso anche in tempi duri come questi.

Pin It

Social di Luca Nali

  


Print   Email