La battaglia non è qui - Luca Nali

La battaglia non è qui


In merito alla gestione della realtà, voglio darvi uno spunto valido sia per risolvere le difficoltà che si incontrano nella ricerca di un lavoro che nella ricerca di un partner o anche per risolvere questioni di salute.
Lo scenario cui ci riferiamo, nella nostra vita, è, di fatto, costituito da circostanze già vissute e se accade un qualsiasi evento si tratta sempre di un elemento già determinato da accadimenti precedenti e che non presenta alcuna possibilità di intervento e, tanto meno, di modifica.
E allora, come cambio la realtà? Evitando di sentirmi coinvolto da quel che mi procura una determinata condizione, assumendo un atteggiamento disinvolto e mantenendo lo stato di presenza.
Nel momento in cui vado a subire una qualsiasi cosa, oppure quando cerco di realizzare una circostanza che non è, in quel momento, di mio appannaggio non posso far altro che alleggerirmi.
Togliere, cioè, tutti quei vincoli che altrimenti mi terrebbero legato a quella condizione e iniziare a muovermi a livello emozionale.
L'emozione lavora sul sottile ed è lì che ha origine ciò che, in seguito, diventerà manifesto.
Inizio, perciò, a pensarmi in una condizione assolutamente positiva, nella condizione che vorrei realizzare nella mia vita. Come se fosse già, di fatto, avvenuta.
Mi concentro sulle mie fortune, sulle cose belle che ho al momento, cerco cioè di procurare al mio interno una condizione di immanenza. E quando abbiamo percezione che qualcosa di bello stia accadendo il nostro stato emozionale si modifica.
Per manifestare maggiormente una condizione positiva è sufficiente concentrarsi sulle cose belle; e ne abbiamo davvero molte.
Spostare l'attenzione su quanto di bello già abbiamo aumenta la possibilità di realizzarle.
Ci saranno, senz'altro, anche condizioni meno favorevoli che fanno parte della nostra vita, ciò nonostante, spostiamo l'attenzione sulle cose belle.
Quando la situazione attuale sembra non offrirci possibilità dobbiamo comprendere che quello stato di cose riguarda la totalità della nostra vita perché quella condizione è stata creata in precedenza.
Siamo in un sistema duale e se c'è una parte esiste anche la sua controparte.
Proprio in virtù di questo, non pensate che il new order sia un entità assoluta o che abbia un potere assoluto su di noi perché ha già una sua controparte.
Altrimenti, non potrebbe essere annoverato all'interno di un sistema duale qual è il nostro.
Chi ha qualche nozione di esoterismo, e di mondi sottili, sa anche che determinate battaglie si combattono nell'invisibile; mondi ai quali è possibile accedere solo quando cambia la nostra frequenza mentale e questo accade attraverso l'uso di psicotici (come, ad esempio, la ayahuasca) o grazie alla meditazione profonda oppure in certe fasi del sonno.
Non è possibile alcun accesso con la parte razionale, il raziocinio opera su contesti che già conosce e non è in grado di approcciarsi a quanto è completamente sconosciuto.
Prima deve classificarlo, analizzarlo razionalmente.
Il mondo sottile è, per noi, sconosciuto ed è del tutto normale che tra voi ci siano persone che non solo non prenderanno in considerazione quanto appena illustrato, ma che se ne terranno bellamente a distanza...
Noi possiamo cambiare la nostra situazione operando nel mondo sottile, essendo razionali e lavorando sulle emozioni.
É molto importante non attenersi solo all'analisi di quanto ci circonda e prendere in considerazione, molto seriamente, il fatto che più riesco a modulare le mie emozioni e più sarò in grado di creare nel sottile circostanze che, una volta manifeste, si dimostreranno funzionali a chi le ha create.
É veramente molto semplice.
Il lavoro nel sottile può essere fatto solo a livello emozionale e manifestare il più frequentemente possibile situazioni positive, indipendentemente da quanto accade, è il mezzo più efficace.
Uno degli elementi più importanti e potenti per riuscire a svincolarsi da tutta una serie di condizionamenti è la presenza.
(A questo proposito, e per le specifiche del caso, invito chi ancora non l'avesse fatto a visitare il mio canale YouTube alla playlist “presenza” I contenuti sono liberi e fruibili a tutti).
Quando interagiamo con un fenomeno, lo facciamo con due apparati: uno interno e l'altro esterno. L'apparato interno è il nostro rimuginìo interiore.
Quando assistiamo a una data cosa non la vediamo, essenzialmente, per quello che è, ma sulla base di quanto ci rimanda. E ne veniamo condizionati.
Osservo quella data cosa, la elaboro e, così facendo, riattivo tutta una serie di percezioni. Il mio cervello inizia a determinare se quella esperienza è negativa o positiva, se devo evitarla o meno, etc. etc..
L'apparato esteriore anche se si limita a guardare la realtà per quello che è, subisce le influenze del cervello interiore e questo fa sì che ne venga fortemente condizionato.
Se, ad esempio, sono stato sollecitato emozionalmente, se mi sono arrabbiato e guardo all'esterno sarò comunque nel “processo di rabbia” e da lì scaturiranno reazioni e azioni che, in specifiche situazioni, potranno essere anche estreme. La rabbia diventa legittimata non a causa dell'evento, ma perché sarò io ad aver creato la situazione che mi consente di restare all'interno di uno stato di rabbia.
Se, invece, fermo il mio pensiero interiore quanto osservo sarà scevro da condizionamenti e non ne sarò influenzato.
Posso fermare il pensiero interiore semplicemente portando l'attenzione al corpo; il cervello interiore sarà così occupato a percepire, per esempio, il respiro, il battito cardiaco o la superficie dell'epidermide.
Quando sono in presenza smetto di giudicare e riesco a gestire abilmente l'ego che rappresenta la parte maggiormente responsabile delle grandi sciocchezze che finiamo per commettere e della nostra sofferenza.
La sfortuna, principalmente, è causata dal rimuginìo interiore che attira e permette l'interazione con fenomeni che, di fatto, non sono per nulla soddisfacenti.
Interrompendo le inutili elucubrazioni non ne vengo più condizionato, comincio ad essere fortunato e, credetemi, accadono cose meravigliose.
Assumo una dignità straordinaria e acquisisco piccoli super poteri che diventeranno grandi nella misura in cui determino lo stato di presenza come condizione di base.
Credetemi, è la presenza il vero super potere.

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