La guerra dentro la mente - Luca Nali

La guerra dentro la mente

A proposito di quanti mi chiedono suggerimenti in merito alle letture, io apprezzo particolarmente Joe Dispenza e consiglio “Diventa Supernatural”, un libro che definirei poderosoNonostante oggi nutra qualche riserva su David Hyke, un autore che in passato mi ha aperto la mente su diversi argomenti, ho intenzione di leggere “L'imbroglio della realtà”.
Per il momento, ho solo dato una “sbirciatina” perché più che di un libro parliamo di un tomo da 1035 pagine. Il testo è, comunque, correlato da splendide illustrazioni; tuttalpiù mi concentrerò su quelle...
E poi “Il Bardo”, il libro tibetano dei morti, che ci ricorda che, una volta morti, rinasceremo da un'altra parte. In questo libro, in proposito, troverete anche una serie di esperienze meravigliose.
Per quanto riguarda la gestione delle proprie paure, è importante far pace con quanto, più di ogni altra cosa, ci ossessiona. E non è il sesso che serve solo per esorcizzare questa paura, ma la morte.
Quando una persona non ha più paura della morte inizia veramente a vivere.
Molte persone, continuano a preoccuparsi per via delle attuali restrizioni, sull'eventuale obbligo vaccinale e mi sommergono di messaggi e di tutti i loro timori.
Al contrario, ci sono persone (alcune le conosco personalmente) che non ne sono minimamente toccate e che, addirittura, non si sono accorte di nulla.
E com'è possibile? Perché non ci pensano, non ne sono condizionati, non sono su quella frequenza e pensano serenamente alla loro vita.
Questa condizione, riguarda non solo gli individui “più svegli”, ma anche qualche ominide.
Come riescono, quindi, a incutere determinate paure?
Creando un conflitto, una guerra piuttosto importante nella mente.
Questa guerra, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non è mossa da atti contro l'incolumità dell'individuo ma da coinvolgimenti. Loro si nutrono della nostra attenzione.
Conosco persone, estremamente informate, che “ci sono dentro fino al collo” e che si agitano e hanno tutta una serie di reazioni scatenate proprio da ciò di cui vengono a conoscenza.
Sono vittime di un condizionamento emotivo.
Nel momento in cui la realtà collima con le loro percezioni, con quanto hanno emotivamente assorbito, e che ha prodotto quel particolare stato d'animo, ne sono totalmente coinvolti.
La prima battaglia non accade sul piano materiale, ma avviene dentro la nostra mente.
Primo passo: risolvere il problema della morte.
Facciamo tutta una serie di cose evitando di ricordare che tutto questo non durerà e non sarà a causa dell'attuale sistema, ma perché è nella natura delle cose.
Continuiamo ad impegnarci in cose fittizie mentre ciò che è realmente importante, è il senso per cui noi esistiamo.
Tra i personaggi che amo particolarmente, l'unica foto che mantengo nel mio Studio è quella dell'immensa Alda Merini alla quale “rubo” spesso una frase: “La vita non ha senso, la vita ci dà senso”.
Vivere la vita è assumere elementi, sensazioni costruttive che vanno a dare carattere e che, in seguito, saranno nutrimento per la nostra anima. Questo ha senso! L'esperienza ha senso!
Fate in modo di ricordare il meno possibile quello che vogliono farci credere di essere e ricordate molto chiaramente, e il più frequentemente possibile, quello che realmente siamo.
Per ricordarlo, è sufficiente fare quello che ci piace.
E già immagino i commenti: “Eh, se fosse così facile!!” “Ah, se solo potessi...” “E com'è possibile se non ho i mezzi, se sono costretto a fare quello che non mi piace per campare?”
Ho conosciuto, e conosco, tante persone che, se solo avessero potuto, avrebbero fatto questo e quello eppure, quando le condizioni l'avrebbero permesso, non l'hanno fatto.
Non facciamo quanto affermiamo di desiderare perché impossibilitati, ma perché non vogliamo farlo.
Piuttosto che assimilare comunicati che nulla aggiungono alla nostra esistenza è senz'altro preferibile accorgersi, sentire e ricordare quello che siamo nella nostra essenza.
Questo è determinante. E altrettanto decisivo è godere e usufruire di influenze potenzianti.
Quale cambiamento, o apporto, può portare alla nostra vita la comunicazione di un qualche rappresentante del governo? Tagliamoli fuori dalla nostra vita e concentriamoci sulle cose belle!
Ci sono dipendenze determinate dal continuo sottoporsi a cattive notizie, spezzare questo legame consente di volgere lo sguardo verso cose positive.
Fate quest'esperienza e vi accorgerete che il mondo con quale vi interfacciate non sarà abitato da certi figuri.
E anche qualora vi capitasse di incontrare rappresentanti delle forze dell'ordine, non vi vedranno.
Visivamente avranno la percezione della vostra presenza, ma non saranno realmente in grado di vedervi perché sarete su altre frequenze.
Quando ho cominciato a muovere i primi passi nel Transurfing, l'aspetto più straordinario, quello che maggiormente mi ha entusiasmato, è stato scoprire l'esistenza dello spazio delle varianti.
Un contesto, un habitat dove avvengono cose e quanto accade in quel contesto è perfettamente coerente con la natura stessa di quel piano.
È con la nostra emozione di base che condizioniamo quel piano, con l'emozione predominante della nostra esistenza che diamo vita a quel piano e tutte le cose con le quali avremo a che fare saranno della stessa qualità.
La globalizzazione vuole convincerci che tutti desiderano la medesima cosa, ma non è così.
Il denaro, il potere, il successo, il sesso.
Non esiste un medesimo piano, esistono tanti piani dove, sulla base della nostra emozione, possiamo dare vita a quel mondo.
Il passaggio fondamentale, il più importante, consiste nel creare uno stato emozionale tale da animare uno spazio delle varianti dove loro non ci sono e non ci saranno perché occupano un altro spazio. Il punto non è “essere informati o disinformati” ma smettere di venirne coinvolti.
Personalmente, ho interrotto la comunicazione con chi, di continuo, mi inviava informazioni e immagini disastrose. Ma quale contributo poteva darmi?
Sarebbe come se, per avere un idea di una data persona, mi concentrassi esclusivamente sul suo ano. Non che non l'abbia, ma non sarebbe rappresentativo. Quella persona non è solo quello!
Ha occhi, viso, mani, braccia, cuore, ma se ponessi l'attenzione solo su quel punto cosa mai potrei raccogliere se non merda?
Fate esperienza, provate. Staccate e fate cose belle.
Leggete un libro, ascoltate musica, fate l'amore; chiudete con tutto ciò che porta informazioni dannose. Se l'informazione è costruttiva può anche funzionare, ma se diventa gravoso vi suggerisco di aprirvi ad altro.
Nella vita volgete sempre lo sguardo verso la cosa più bella.
In questo modo non permetteremo il male, ma per osmosi concederemo il bene.
L'energia va dove si concentra l'attenzione.
In un mondo duale, il bene e il male ci saranno sempre. Da quale parte stare, è una nostra scelta.

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