Le linee temporali - Luca Nali

Le linee temporali


Per quanto attiene alla storia dell'umanità, ci sono periodi che riconducono al punto focale.
Stanno venendo alla luce diverse questioni e si stanno mettendo in discussione parecchie cose, dai diritti umani al sistema bancario.
Hanno ammesso che il denaro è creato dal nulla e la domanda, più che comprensibile, che una persona comune potrebbe porsi è: “Perché sono costretto a faticare un mese per meno di 1.000€ quando sarebbe sufficiente, dato che non esistono specifici criteri in merito, stampare denaro? Perché non ci consentono di vivere una vita più dignitosa?”
L'altro punto che viene messo in rilievo è relativo ai diritti umani.
Personalmente, per non creare allarmismo, evito di proposito di diffondere determinate informazioni, ma è oramai noto che ogni anno, solo in Italia, spariscono dai 3.000 ai 4.000 bambini. Nessuno ne ha mai parlato, ma sta venendo alla luce.
Il terzo punto che sta emergendo, e che riscuote grande entusiasmo, è riferito alla possibilità di viaggiare nel tempo.
Chi conosce, o pratica, il Transurfing, sa che Vadim Zeland non solo ne parla, ma mette in evidenza un esercizio che io stesso ho praticato più volte e che, spesso, mi ha salvato la vita.
L'esercizio ri-armonizza i canali e consente la percezione della traslazione nelle linee temporali.
Riassumo, brevemente, i principali step (nel mio canale YouTube sono a disposizione, di chiunque lo desideri, tutti gli esercizi del Transurfing).

1. ad occhi chiusi, visualizziamo la nostra diapositiva e la manteniamo mentalmente; poi,
2. portando l'attenzione al respiro percepiamo un flusso ascendente che, partendo dal perineo, arriva alla sommità del capo e da lì fuoriesce per poi discendere a qualche centimetro dalla colonna vertebrale;
3. ripetiamo per alcuni minuti e, poi, apriamo gli occhi.

E' indispensabile concentrarsi con grande intensità sia nell'apertura dei canali che nella visualizzazione della diapositiva che contiene il proposito da realizzare.
Una volta riaperti gli occhi, osserverete che lo scenario vi apparirà più luminoso, noterete con profonda e nuova lucidità dettagli che, in precedenza, non avevate nemmeno considerato.
Perché, quando cambia la qualità dell'energia, cambia anche lo scenario.

Molti sono i processi che hanno sacrificato enormemente la condizione dell'essere umano, tra questi i maggiori sono stati:

renderci stupidi. Fare in modo, cioè, che ci si approcciasse alle cose con una mentalità di superficie assorbendo velocemente e solamente, per mancanza di tempo e di reale necessità, alcuni aspetti del fenomeno che si andava ad osservare;
renderci timorosi. Quando una persona è molto spaventata pensa solo a salvarsi, tende a prevaricare l'altro e a guadagnare per prima la via di fuga;
renderci ossessionati dal materiale. Lo stato in cui ci troviamo quando possediamo qualcosa è molto differente da quello in cui siamo noi ad esserne posseduti.

Dobbiamo renderci conto che esistono spazi, contesti di realtà, che sono similari ai nostri e che sono limitrofi ai nostri ma non sono i nostri. Quando cambia lo spazio delle varianti, cambia tutto. Cambia lo scenario, cambiano le interazioni e le partecipazioni e, questo passaggio, non avviene grazie al Transurfing (che ne spiega la meccanica), ma accade quando si verifica qualcosa di straordinario.
L'abbiamo fatto numerose volte nella nostra vita. ad esempio con l'innamoramento.
Quando siamo nella fase di innamoramento si cambiano le amicizie, si cambia la percezione del mondo; cambiano tante cose.
Quindi, per quanto riguarda la situazione attuale, nonostante io assista ad esperienze molte diverse tra loro, il denominatore comune che permette questo genere di esperienze, resta staccarsi dalla realtà in cui ci troviamo per spostarci in un'altra.
Orientarsi, sentirsi, animatamente nel contesto in cui vogliamo essere e stare il più leggeri possibili anche nello spazio che stiamo ancora occupando.
Spiegare questo processo è piuttosto semplice, applicarlo invece può creare alcune difficoltà.
Solitamente, le persone sono sopraffatte da fattori dovuti, principalmente, alla tendenza alla lamentela. Questo atteggiamento determina una partecipazione a ciò che non vogliamo mentre è determinante sentirsi partecipi al 100% a quanto desideriamo.
Quando si parla di viaggi nel tempo, cerchiamo razionalmente di ipotizzare la traslazione usufruendo degli elementi che ci permettono di poter comprendere questo principio.
Questo è un grandissimo errore perché quando ci affacciamo ad esperienze molto più grandi del nostro back ground, dobbiamo risultare un po' pazzi.
Dobbiamo sollevarci, svincolarci, cioè, dalle logiche di consapevolezza fino ad ora in uso e cominciare a fantasticare cose improbabili. Proprio come fanno i bambini. Quindi, sospendiamoci e iniziamo a ipotizzare queste altre possibilità.
Se annoveriamo esperienze ritenute fino a quel momento molto improbabili, come vedere i corpi sottili o l'aura, iniziano ad accadere cose straordinarie. Nel Medioevo la pratica della traslazione temporale era molto comune.
Viviamo all'interno di un mondo di miracoli continui e costanti che non vediamo perché non crediamo che quegli elementi siano a nostra disposizione a causa della valutazione che facciamo in merito alle dinamiche della vita. Li escludiamo, così, a priori.
Quindi: fate cose mai fatte prima, rallentatevi e affrontate tutte le paure che vi coinvolgono, guardatele dritte in faccia perché solo così perderanno tutto il loro potere.
La paura più grande è la paura della morte e nel momento in cui non ne ho più paura e, anzi, sono pronto a morire, inizio a vivere la più grande delle vite.
Nella fase iniziale di questo periodo così particolare ho dedicato molto spazio al tema della morte; ho cercato di sollevarmi dalla mia paura e iniziato a fantasticare il mondo che volevo realizzare. Mi sono sganciato, così, dal mondo che in quel momento mi stava coinvolgendo.
Ricevo molte e-mail, alcune sono drammatiche e presentano situazioni per le quali sembra impossibile trovare una soluzione.
In realtà, il processo di cui parlo vale per tutte le situazioni e ancor più per quelle drammatiche.
Lasciare andare, acquisire elementi di leggerezza e proiettarsi; muoversi, senza sapere come accadrà, in una situazione ideale in cui realmente esiste tutto quello che si vuole realizzare.
Se, al contrario, cerchiamo di cambiare la nostra situazione mantenendo lo stesso tessuto emozionale, quel tessuto che ci garantisce la permanenza in quello stesso spazio non ci saranno soluzioni. Semplicemente, perché lì quelle soluzioni non esistono.

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