La disobbedienza sublime - Luca Nali

La disobbedienza sublime

Ci sono molte cose che vengono fatte senza cognizione di causa.
L'attuale situazione economica italiana, per esempio, è più che fiorente ed è evidente che non necessitiamo di alcun aiuto. Soldi ce ne sono in abbondanza e l'intenzione di ricorrere al MES è solo una strategia politica. Per non parlare dei vaccini...
Sotto un certo profilo tutto questo mi rincuora; di fondo, ammettono la necessità di ricorrere ad ulteriori strategie perché la bufala virus si è rivelata insufficiente. Hanno bisogno, nonostante abbiano da tempo pianificato questa, di creare altre situazioni e in quanto folli sono soggetti a interventi umorali che li porteranno a commettere ulteriori errori.
Ne hanno già fatti tanti e altri se ne aggiungeranno.
Tralasciando di considerare l'impatto che avrà quanto accade negli Stati Uniti, grazie al signore dai capelli rossi...
Disobbedire rende sublime la persona, coloro che consideriamo virtuosi (da Gesù in poi) sono stati tutti disubbidienti.
Il disobbediente incappa in reazioni talvolta aggressive: insulti, aspre critiche, se non peggio.
Aspettiamoci, quindi, di vedere fiorire le aggressioni verbali sia per quanto concerne la bufala Covid e, a breve, per la questione vaccini che è decisamente più seria.
Mantenere alto lo sguardo, caricarsi di energie positive e potenzianti evitando di disperderle inutilmente con confronti deleteri risulta, perciò, oltremodo determinante.
Vi avevo già accennato al recente incontro con il monaco tibetano con doppia mascherina.
Un monaco non è in grado di pensare, è addestrato a ubbidire pena l'inferno o il mancato raggiungimento del Nirvana. Nel momento in cui l'ho posto davanti a un'evidenza in merito alla discrepanza tra numeri di tamponi effettuati e reali contagiati, ha immediatamente chiuso il cervello.
La reazione è stata subitanea, ha attivato il servizio di sicurezza del cervello e smanettando col cellulare si è messo a parlare in tibetano. Chiuso.
Rendiamoci conto che il confronto con quanti sono allineati è solo una perdita di energia, loro non capiranno mai.
Per la disubbidienza, ho due grandi maestri: Ghandi e Igor Sibaldi, un contemporaneo.
Approfitto per invitare quanti ancora non conoscessero Sibaldi a documentarsi e a seguirlo anche sul suo canale. Reputo Igor Sibaldi un genio e, tra i viventi, la persona che stimo e adoro maggiormente. Trovo sublime l'eleganza, la pacatezza e la chiarezza con la quale riesce a trasferire concetti profondissimi e illuminanti.
(Vengono condivisi alcuni minuti tratti da un video di Igor Sibaldi relativo alla disobbedienza).
Come terapeuta, osservo due diverse tipologie di persone: quella che risolve facilmente e quella che, al contrario, ha grande difficoltà. E qual è lo spartiacque?
Nel primo caso, incontro persone che, a differenza di coloro che appartengono al secondo gruppo, non si sono identificate con quanto gli hanno detto di essere. Gli altri, al contrario, non solo l'hanno creduto ma hanno finito con l'ubbidire al sistema esterno.
C'è una magia dentro di noi, qualcosa di poderoso che può manifestarsi se siamo noi stessi.
Nell'atto di disubbidienza, è molto importante prendere consapevolezza di ciò che siamo e non mettersi in contrapposizione. Non si tratta di guerreggiare, quindi, ma di ignorare e di spostare l'attenzione su noi stessi. Smettiamo di fare quanto ci dicono, di temerne le conseguenze.
Qualora si rendesse necessario, per una breve circostanza, potremo sottostare alle regole imposte assecondandoli con leggerezza. Naturalmente, questo non riguarda questioni compromettenti come sottoporsi al vaccino. Per tutto il resto, continuiamo a comportarci da persone libere quali siamo.
Nello stato di consapevolezza risulteranno inaccettabili, oltre che incomprensibili, alcuni dettami come l'obbligo della mascherina o il riconoscere allo Stato tasse esorbitanti. Personalmente, ancora non mi è chiaro perché una multinazionale, nella migliore delle ipotesi, paghi il 4% di tasse mentre un negoziante arriva a pagarne il 70%...
La persona consapevole, sente solo la necessità di esprimere il profeta che è in lei e di dar inizio alla sua vita. Il dissenso non è necessario, è invece determinante manifestare la propria magia e permetterle di rivelarsi.
Tutto poggia su giochi armonici, l'elegante armonia della terra e la nostra.
Riconoscendo noi stessi, riusciamo a far collimare queste due forze armoniche e a far parte del gioco armonico dell'esistenza. Assecondiamo, dunque, l'energia della terra.
Con grande eleganza, ignoriamoli e scopriremo il mago che è in noi.

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