Siamo abituati a fare cose mostruose. Accendiamo la coscienza - Luca Nali

Siamo abituati a fare cose mostruose. Accendiamo la coscienza

Tra i tanti messaggi, e like, che ricevo alcuni inviano complimenti diretti non solo a me, ma anche al mio staff. Molti ci vivono come stoici, ma in realtà noi ci divertiamo molto.
Cerchiamo sempre di crescere migliorando il modo in cui lo facciamo e, soprattutto, mettendoci alla prova. L'obiettivo principale è gestire l'ego perché la vera saggezza nasce nel momento in cui la persona comprende che non è quello che fa, o ha, a fare la differenza ma è quello che ha dentro.
Si tratta di quei contenuti che sono solo nostri perché nascono da noi e che nessuno potrà mai portarci via e che fanno della persona “Una persona di sostanza”.
A questo proposito, voglio soffermarmi sul commento di “4ever young” che scrive una cosa bellissima, di una potenza incredibile, e che ora vi leggo: “Non mi fanno paura le guerre, e neanche la fame, manco il Covid mi fa paura, mi terrorizza l'ignoranza. Io con la terza media presa in cantina mi sparo 4 libri al mese”. Capite? Questo è il senso!
Ci sono tutta una serie di cose che mettiamo in pratica cui siamo assuefatti e che non mettiamo neppure più in discussione. Cose alle quali ubbidiamo fino a caratterizzarci, a costringerci in un contesto di realtà che, di fatto, non è assolutamente funzionale all'essere umano, ma è funzionale a chi ha imposto queste regole.
In virtù delle nuove restrizioni, è preoccupante la reazione che molti (non penso sia il caso delle persone che seguono i miei canali o la mia piattaforma) adottano nell'apprendere determinate notizie e che, solitamente, è: o ubbidiscono o si agitano.
In realtà, una sana indifferenza sarebbe la cosa più sana e bella.
A questo proposito, voglio mostrarvi qualcosa.
(Viene condiviso un video che riporta le restrizioni imposte dal governo per il periodo 24 dicembre 2020 – 7 gennaio 2021)
Ma che belli sono?? Secondo me, i poliziotti, i carabinieri, la guardia di finanza, tutte queste persone che stanno ubbidendo senza nemmeno avere la possibilità di pensare, saranno dotati di pattini perché troppi ne dovranno rincorrere...
Non abbiate assolutamente paura delle ripercussioni, sono tutte aggredibili come garantisce l'Avv. Mauro Sandri.
Tra l'altro, ho caricato su Patreon il video relativo ad una persona che, fermata dalle forze dell'ordine, aveva fornito una falsa giustificazione per motivare il mancato rispetto delle restrizioni in essere. Il signore sanzionato, nonostante la motivazione sia risultata inattendibile, ha fatto ricorso e ha vinto.
Ci sono in giro spacciatori, individui che delinquono, e poi ambulanti irregolari che vendono di tutto senza alcuna licenza, che spesso vengono ignorati dalle forze dell'ordine che, però, si soffermano su una persona che passeggia fuori orario...
Quando tutto questo finirà, e non finirà bene per loro, noi, se fossimo stati tra coloro che hanno ubbidito ci vergogneremmo profondamente.
Sapete quante volte ci penso? Se mi attenessi scrupolosamente a quanto hanno deciso, dovrei quindi sentirmi in colpa qualora decidessi di trascorrere le festività in compagnia di amici e parenti?
Ma io, se fossi tra quanti ubbidiscono, non avrei più nemmeno il coraggio di guardarmi allo specchio.
Quindi, per favore, accendiamo la coscienza per impedire che accada di nuovo.
Come si diventa persone in grado di farlo con il massimo della disinvoltura? Quando accendiamo il nostro grado di consapevolezza e torniamo al vero motivo per cui siamo su questo pianeta.
Considerate che il motivo recondito, che sentiamo nel nostro intimo e che ci fa pensare di essere legittimati a stare sul pianeta è il fatto di essere consumatori.
Quando mi reco in un negozio per fare acquisti, sento di essere ben accetto perché sono un consumatore e questo assicura diritti e privilegi maggiori rispetto a chi non compra.
Siamo individui che nascono per lavorare, per consumare e per crepare.
Questo fa parte del sottofondo della nostra esistenza e per riuscire ad ubbidire con eleganza e disinvoltura sarà sufficiente sentirsi spanne e spanne superiori alla pochezza, alla miseria che ci contiene.
Se passeggiando notiamo sguardi di rimprovero e diffidenza da parte degli ominidi palmati che hanno, per loro stessa definizione, un QI limitatissimo, evitiamo di metterci al loro livello.
Non sanno che la mascherina non serve, non sono consapevoli di ubbidire a un sistema criminale, non sanno nulla e come sarebbe possibile spiegarglielo? Non si può, non è possibile.
La loro identificazione al ruolo che gli stato assegnato è tale da portarli a difenderlo fino alla morte.
Non siamo qui per fare i consumatori, ma per vivere un'esperienza. Un'espansione.
Siamo qui per conoscere questo mondo materico, per mettere noi stessi in relazioni al mondo materico per poi accumulare un bagaglio che mai nessuno potrà toglierci e questo bagaglio sarà sempre positivo. Sarà sempre conoscenza anche se conterrà errori, spesso i così detti errori sono fatti che accadono e non sono conformi a quanto richiede la Matrix.
Non sono errori, ma situazioni/condizioni che ha determinato la Matrix e alle quali siamo, oramai, assuefatti.
Pensiamo che se una persona non frequenta la scuola sia un criminale: “Sono gli zingari a farlo!
In realtà, conosco fior di persone (come 4ever young che ha inviato il commento che ho avuto il piacere di leggere poc'anzi) che non hanno alcun titolo accademico ma hanno fortemente in loro una sana curiosità, una voglia di conoscenza autentica che li porta a leggere, ad approfondire e a fare cose meravigliose per la loro vita.
E' molto importante, quindi, iniziare a considerare che siamo qui per fare un'esperienza su questo delizioso, e paradossale, pianeta.
Questa esperienza non è finalizzata alla vita del momento, ma è finalizzata all'eternità.
E tutte le volte che mi metto in condizione di non ubbidire a un potere psicotico ho la possibilità di espandere la mia energia e la mia coscienza.
Quando adottiamo questo approccio, evitando il conflitto diretto con chi ci impone determinate questioni, siamo ad un altro livello.
Queste norme hanno lo scopo di abituarci alle incongruenze, a fatti che non devono essere necessariamente logici per poter essere accettati.
La questione, perciò, non è disubbidire alle regole, ma ubbidire a noi stessi.
Questo è il salto da fare, questa è l'illuminazione; quando ci sottraiamo a tutte le ingerenze che derivano da un potere esterno a noi e iniziamo ad ascoltare, a seguire, quanto, invece, nasce essenzialmente dal nostro intimo.

Non pensate che qualcuno più informato, che ha una visione appena maggiore sia per questo illuminato.
Gli YouTuber che hanno un numero di followers vicini al mio, dopo una serie di contatti, si muovono con intenti a dir poco ambigui. Da un lato sperano che, visitando il loro canale, i miei iscritti possano passare al loro e dall'altro temono che i loro possano passare al mio.
A causa del loro ego non hanno ancora compreso che solo eliminando l'ego, smettendo di sentirsi "il buco del culo del mondo” la nostra capacità di comunicazione assumerà un ruolo determinante.
Ci sono, poi, quelli che arrivano, addirittura, ad offendere quanti li seguono; non solo non guadagnano in autorevolezza, ma dimostrano tutta la loro pochezza.
Evitiamo di far riferimento a queste persone che, seppur considerano il mondo da un punto di vista che potrebbe essere definito “evoluto”, perpetuano i medesimi criteri della Matrix e si comportano alla stessa stregua.
Come l'opinione comune “Più cose hai, più vali”.
I soldi, però, non bastano mai anche a chi ne è fornito abbondantemente e non perché non siano sufficienti, ma perché hanno creduto (e stanno ancora credendo) al principio indotto dalla Matrix.
Se ci trovassimo di fronte ad una persona ricca assumeremmo subito un atteggiamento deferente. Ma se accanto a quest'ultimo ci fosse anche un uomo dall'aspetto misero, malmesso, con la barba bianca incolta, ma dotato di una cultura pazzesca e di uno sguardo profondo a chi, tra i due, daremmo maggiore considerazione?
Tra i due, qualora affermassero qualcosa, a chi daremmo ascolto?
In molti risponderebbero “Al signore dalla barba bianca!” In realtà, e nei fatti, non funziona così.
Non mi rivolgo nello specifico a voi, ma a quell'immaginario collettivo che mostrerebbe la reazione predominante.
L'energia della terra è femminile, le donne hanno una capacità di interazione con il mondo che l'uomo nemmeno è in grado di immaginare, ciò nonostante subiscono continue vessazioni.
Sempre più spesso alla donna viene richiesto di assumere un comportamento maschile e al quale poi si adatta al solo scopo di ottenere l'approvazione del mondo, più precisamente del maschio.
Di recente, ho visto un film; l'interprete maschile incarnava il ruolo della donna ed era, perciò, costretto ad essere sempre attraente al contrario della protagonista femminile che assumeva un ruolo maschile, saccente e autoritario.
Il film mostra come la donna sia costretta ad essere appariscente, a “mettersi in mostra” al fine di essere considerata mancando però del tutto di vederne l'intensità.
La donna che amo maggiormente non ha alcuna connotazione sexy; è Alda Merini e l'unica foto che conservo in bella vista in Studio è la sua.
Ricordate il periodo in cui ci si scandalizzava per i sacchetti del supermercato dal valore di pochi centesimi? Quante polemiche e proteste!
Eppure non ci lamentiamo in merito a tantissime cose; come i motori a scoppio che inquinano fortemente (non che le auto elettriche siano l'alternativa), né ci preoccupiamo dell'energia prodotta dalle centrali nucleari o dello smog che invade le nostre città che altrimenti sarebbero luoghi meravigliosi.
Accettiamo tante cose; come la condizione dei politici che, pur macchiandosi di reati, non arrivano mai al carcere. C'è una menzogna inaudita nei tribunali “La legge è uguale per tutti”, ma sappiamo tutti molto bene che ci sono maggiori possibilità di evitare una condanna se si è potenti o in condizioni privilegiate.
Al momento del voto (ammesso e concesso che votare serva a qualcosa; io, con un certo orgoglio, non voto da 25 anni) ci lasciamo affascinare dal comportamento audace e scaltro del politico del momento illudendoci che possa assicurarci una maggior tutela dimenticando che non riveste quella posizione per tutelare noi, ma solo se stesso.
La maggior parte di quello che diciamo non nasce da noi, ma sono espressioni riportate.
Una parte dell'umanità è “ominide” e una parte è più evoluta, ma anche quest'ultima tende a ripetere senza pensare.
Inconsapevolmente si diventa “ripetitori” e questo passaggio concettuale, di per sé, non è sbagliato. Diventa, però, deleterio nel momento in cui non passa attraverso la coscienza anche per effetto della nostra velocizzazione, della necessità di dover esser sempre più frenetici e performanti.
Siamo tutti in deficienza di tempo e non ce ne scandalizziamo; al contrario, la persona estremamente impegnata si dà importanza, ma questo rappresenta solo una grandissima privazione dello stato di coscienza.
Chi si trova in uno stato di quiete ha la possibilità di riflettere, di pensare in maniera molto profonda mentre chi lo fa in condizione di urgenza non è in grado di andare in profondità e produce pensieri meccanici.
Siamo robot, costantemente portati a comportarci meccanicamente e a fare cose che richiedono una riposta, o una reazione, in via immediata.
Quando vivevo in Toscana, ai margini di un bosco, non controllavo le previsioni online ma prendevo una bottiglietta d'acqua, lasciavo il cellulare a casa, e mi andavo a perdere nel bosco.
Arrivavano sempre intuizioni pazzesche...
Quando apprendiamo contenuti che possono aiutare la nostra esistenza, per effetto di una intuizione possono arrivare pensieri nuovi, incredibili e che ci portano ad esplorare nuovi orizzonti.
Questo passaggio accade solo in uno stato di quiete, un grande privilegio che abbiamo a disposizione e che non viene più usato.
Nella maggior parte dei casi, se necessitiamo di approfondimenti ci affidiamo a Google; si ricerca il termine, o l'argomento, d'interesse e quello è tutto.
Quando parlo di intuizioni, anche se ad alcuni può apparire fantasmagorico, parlo di qualcosa di molto semplice. Tutto ciò che si è verificato nei momenti in cui eravate profondamente legati a qualcuno, qualcuno che avete accarezzato o protetto, quelle occasioni in cui sono arrivate cose incredibili, parole meravigliose che nemmeno sapevate di avere.
Se ti innamori, per esempio, dici cose meravigliose e queste sono intuizioni, sono cose che non fanno parte del patrimonio informativo dell'individuo che arriva dall'esterno, ma sono pensieri interiori e che nascono da noi.
Di fronte all'autorità, questo non accade. L'autorità è un essere umano esattamente come noi, ma siccome è incravattata, o indossa una divisa, lo percepiamo diversamente. Questa è ipnosi.
Se reagisco in maniera scomposta davanti all'autorità, magari ribellandomi, sto ugualmente reagendo ad un impulso che destabilizza il mio centro e anche questo aspetto non viene messo più in discussione.
Hanno potere su di noi, dirà qualcuno, ma se voi foste totalmente liberi non avreste paura perché non hanno realmente alcun potere su di noi.
Il potere che hanno è giurisdizionale e non è necessario offrire loro un feedback affinché possano attuarlo e per quanto concerne le ingiustizie perpetrate ai danni di alcuni, sappiamo che esistono sollecitazioni in merito agli atteggiamenti che richiamano determinati interventi.
Possiamo vivere la nostra vita liberamente, semplicemente ignorandoli.
Io non sono italiano perché sono iscritto ad un governo, questo è quanto affermano loro.
Ciò che dico io, e la mia coscienza, è che sono Luca Nali e sono qui per fare un'esperienza.
Non sono identificato, chi mi è vicino lo sa perfettamente. Sanno la veridicità di quanto affermo.
Sono Luca Nali e sono su questo pianeta per fare un'esperienza funzionale alla mia eternità, a quanto verrà dopo.
Sono estremamente curioso in merito a quanto verrà dopo, ma anche consapevole che solo nella misura in cui sarò stato davvero io avrò avuto la possibilità di attingere profondamente a informazioni che sono parte del mio essere.
Altrimenti morirò con lo sguardo tipico di quanti sono a un passo dalla morte, quello sguardo che dice che non si scherza più, che non si gioca più e che non ci intratteniamo più.
Quello sguardo che dice che abbiamo vissuto la vita che hanno voluto altre persone, persone che non erano buone.

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