Si credono risvegliati ma sono pecore - Luca Nali

Si credono risvegliati ma sono pecore


I risvegliati sono quelli che hanno capito che c'è qualcosa che non va; anche se sono convinto che oltre costoro anche la maggior parte delle persone abbia compreso che c'è senz'altro qualcosa che non va.
Ci sono, poi, persone che si ostinano a credere a questa cosa semplicemente perché traggono vantaggi e altri che ancor più semplicemente si sono, oramai, identificati con quel ruolo.
Ci sono persone, addirittura, orgogliose di esser stati contagiati dal Covid-19; ne parlano con vanto, amplificando la forza con la quale hanno superato quell'esperienza “incredibile”.
Mai che si senta parlare d'influenza; l'influenza è banale mentre il Covid non lo è.
Ci sono poi quelli che forniscono e offrono soluzioni, ovviamente non entro in merito alla qualità delle loro proposte, e che perpetrano il vecchio modello che ha portato questo pianeta ad un implosione.
Mi riferisco a quanti propongono di formare gruppi. Nulla contro i gruppi, il punto è un altro.
Se io cerco di fare un gruppo mantenendo tutte le caratteristiche per esempio del leader che per forza di cose assumerà una posizione inopinabile e autoritaria, pensando di dar vita un cambiamento, in realtà sto, unicamente, replicando un modello obsoleto.
Ad avvallare questa mie perplessità ci sono, forse dall'inizio della seconda repubblica, ma anche nella prima, anni e anni di fallimenti causati, principalmente, dalla formazione di gruppi.
Dov'è la questione più preoccupante? Quando le persone pensano di aver realizzato qualcosa solo perché si sono unite, in realtà, non si rendono conto che questo avviene grazie a chi aveva interesse affinché avvenisse. Per esempio, il movimento femminista.
Chiarisco subito la mia posizione: io sono totalmente a favore della donna, anzi, per me l'aspetto sublime dell'umanità entra principalmente nella donna.
Le femministe, a un certo punto, si sono arrabbiate, si sono unite e hanno ottenuto anche alcuni risultati. Di fatto, il tema era la parità.
Secondo me sarebbe stato, innanzitutto, molto importante distinguere il ruolo, le qualità e le differenti caratteristiche maschili e femminili.
Chiedendo parità, inconsapevolmente, hanno espresso qualcosa di molto pericoloso: “Io voglio essere uguale al privilegiato uomo.” “Io voglio rafforzare quanto ha fatto dell'uomo un privilegiato”. In sostanza: “Io voglio diventare come lui.”
Ma un sistema non si cambia in questo modo, così lo si spalleggia.
Senza considerare, poi, che i cambiamenti positivi ottenuti con la rivoluzione femminile sono stati, in realtà, voluti e, perciò, spinti da gruppi massonici importantissimi. Soros per esempio, che aveva tutto l'interesse affinché la donna non si prendesse più cura del nascituro, che non si occupasse dell'educazione della prole che veniva, perciò, affidata ad una struttura che avrebbe provveduto a strutturarlo, il più possibile, a sua immagine e somiglianza.
Per sostenere la nuova condizione femminile, in virtù di quel tipo di consumismo, sono state create false necessità ad hoc; acquisti superflui che sollecitavano la donna, anche quando non esisteva la reale necessità di guadagnare di più, ad aumentare il suo budget per poi permettersi articoli di cui, in precedenza, non sentiva alcuna urgenza.
Non fraintendetemi, non sto affermando che la donna non debba lavorare, porto solo ad esempio una conquista sociale avvenuta per effetto di un processo di massificazione delle persone che, se approfondita, non dimostra che sia stato raggiunto il risultato auspicato grazie ad una massa critica, ma perché esisteva già un ordine superiore con ripercussioni che sono sotto i nostri occhi.
Una delle conseguenze è che il bambino viene privato, soprattutto nella fase della primissima infanzia, del contatto continuativo con la madre che rappresenta, per lui e in quella fase, uno dei legami principali.
Vi raccomando, e lo ripeto, non fraintendetemi; è solo un esempio.
Ancora crediamo, per esempio, all'effetto Maharishi che, in campo esoterico, è stata una delle cose maggiormente pubblicizzate.
Cosa è accaduto? Alcune persone, in sincrono, hanno fatto una meditazione trascendentale il cui effetto ha generato un calo significativo di incidenti, morti e atti di violenza a Washington D.C..
Chiarisco subito, a beneficio di quanti potrebbero sentirsi offesi, che non sto criticando questo tipo di meditazione che, peraltro, non ho mai praticato e per la quale, onestamente, non provo alcun interesse anche perché ha costi esorbitanti. Mi riferisco, quindi, a questo evento esclusivamente come esempio.
Ah finalmente la massa riesce a fare cose pazzesche e allora uniamoci tutti in preghiera! Funziona così, giusto? Peccato che nessuno si sia chiesto come sia possibile che a seguito di un successo così clamoroso non abbiano continuato.
Quindi, mi domando, un volta appurato l'incredibile beneficio apportato alla città perché non hanno continuato? Perché non è stato ripetuto in altre parti del mondo o in tutto il mondo?
La mia non è solo una riflessione, o una domanda, ma anche una provocazione.
Intendo dire, se siete stati sulla luna una volta perché non continuare? Provate a immaginare quanti plurimilionari sarebbero disposti a spendere capitali per bere anche solo un caffè sulla luna...
Se funziona, perché non continuare? Squadra vincente, non si cambia.
Forse perché il risultato potrebbe non ripetersi, mi verrebbe da pensare.
Per quanto concerne il lavoro portato a termine da Gregg Braden in merito all'alterazione delle vibrazioni terrestri verificatesi in concomitanza con il crollo delle torri gemelle (anche se le dinamiche relative a quel disastro penso siano, oramai, sufficientemente chiare a tutti) sappiamo che le vibrazioni, le oscillazioni, della terra (in base alla risonanza Schumann) sono di 7,83 Hz e per quanto è relativo all'avvenuta alterazione registrata da Braden, la mia opinione è che non si tratti di una conseguenza sollecitata dal livello di paura della massa, ma più semplicemente della conseguenza di tensioni e provocazioni indotte da un evento programmato.
Va, infatti, considerato che nel periodo che precede un grosso evento vengono create una serie di dinamiche, di tensioni e provocazioni cui le persone partecipano massivamente ed è questa partecipazione massiva ad influenzare il campo.
Tornando ai risvegliati, che ritengo siano pecore e che sembrano impegnarsi molto per cercare di cambiare il sistema utilizzando modelli già noti e, di conseguenza, quanto mai superati.
Queste persone pur di non cambiare loro stessi mettono in atto comportamenti che richiamano l'ego, la presunzione, l'odio (che provano principalmente nei confronti di loro stessi, ma che riversano sull'umanità). “Uniamoci e cambiamo tutto” Ma mi unisco sotto l'egida di chi?
Funziona se il cambiamento è individuale, se la persona prende coscienza in merito a quanto sta facendo, se si dissocia completamente dal criterio di condizionamento che cercano di attuare e è rivolto alle masse che sono sempre gestibili, a differenza delle persona singola.
Se vi trovate all'interno di un gruppo, onde evitare di fare la guerra a tutti, dovrete necessariamente allinearvi col pensiero del gruppo il quale sarà condizionato dal leader; perlomeno fino a quando il leader continuerà ad essere sostenuto...
Il pensiero all'interno di un gruppo sarà sempre periferico in termini di soluzioni perché in gruppo non si fanno grandi riflessioni e i concetti non sono mai completamente articolati, né toccano l'anima in profondità e quando riescono a toccare qualcosa si tratterà di adrenalina, di eccitazione, ma il cambiamento non avviene in questa forma.
Nel momento in cui la persona si ferma un attimo, medita sulla vera entità della vita, sull'estensione della vita in termini di esistenza, medita sul fatto che comprende che loro hanno perdono potere soltanto quando vinco la mia paura (che è, in ultima analisi, la paura di morire); nel gruppo non potrò mai mettere in atto questi processi perché mi sentirò protetto.
Come accade in un gregge di pecore, si sentono protette finché sono unite, ma se arriva un predatore ognuna scappa il più velocemente possibile con la speranza “di sfangarla” e che tocchi a qualcun altro. “Più siamo e più vinciamo”, dicono.
Fate attenzione, chi intende creare un gruppo sotto la propria egida, non dice “Creiamo un gruppo e cerchiamo il leader” ma sottintende che sarà lui stesso il leader. Che sia un partito politico o un gruppo che si manifesta sotto forma di network sul quale proporre i propri prodotti.
Anche se, in questo caso si tratterebbe di un effetto collaterale.
Con i loro network non vengono forniti servizi funzionali alla persona, alla sua evoluzione. differenza della piattaforma Inzaion che sto ultimando e che nasce con l'intento di divulgare, condividere e accrescere il talento e il cambiamento di vita messo in atto dalle persone.
Il loro scopo è convogliare tutta una serie di idee in un un'unica direzione affinché ci sia una persona che decida per tutti.
Questa la chiamano democrazia.
Ho cercato di studiare la democrazia in numerose occasioni, ho raccolto un consistente numero d'informazioni, arrivando a comprendere che la democrazia è la maggiore forma esistente di condizionamento dei popoli.
Questo non significa, scansando la finestra di Overton, che una persona contraria alla democrazia sia favorevole alla dittatura.
Sapete cosa disse Andreotti? “L'opinione pubblica è semplicemente un idea che una persona lancia la sera e il giorno dopo tutti ne parlano.” Questa è l'opinione pubblica.
La soluzione, per quanto mi riguarda, è quella di riconoscere, distinguere e isolare il contesto in cui loro possono avere potere. Una persona che ha una reazione infuocata è lei stessa un tiranno e riconoscendo la medesima tirannia nell'altro ne viene, a sua volta, sollecitata.
Al contrario della persona realmente libera e che è consapevole di avere ampi margini di scelta.
Nel momento in cui la “presidentessa che sconsiglio” emana l'ennesimo DPCM me ne dissocio completamente; non mi riguarda, non l'ho scelta, non l'ho messa al centro della mia vita per cui ignoro del tutto quanto dice perché mi risulta totalmente indifferente.
Io non sono in grado di dirvi quale sia, attualmente, il colore attribuito alla città in cui vivo (Milano) per il semplice motivo che non me ne occupo; ieri, io e la mia compagna, siamo usciti dal comune senza incontrare le forze dell'ordine. In tutta tranquillità, e senza la benché minima difficoltà, abbiamo raggiunto la nostra destinazione. Questo accade perché non mi occupo minimamente di quanto dettato dal sistema.
Le persone spesso mi dicono: “Sì, però nel momento in cui accadrà questo e quello...
Hanno potere su di noi per due ragioni: la prima perché sinora abbiamo vissuto creando con loro una forte dipendenza e la seconda perché non stiamo cercando di cambiare il nostro modo di percepire la nostra vita.
Guardiamo alla storia e vedremo che anche quanti hanno liberato un popolo da un despota sono diventati a loro volta despoti. La matrice è la medesima, è un conflitto tra pari.
Sanno di essere a capo di una matrice alla quale siamo totalmente assuefatti e dipendenti, che interpreteremo il mondo utilizzando i parametri che loro stessi ci hanno suggerito.
Vi lascio con una riflessione: immaginate di essere all'interno di un gruppo massificato (del tipo, noi andremo noi faremo, etc.) e ora immaginate, invece, un mondo in cui ci sono tutta una serie di elementi indipendenti e totalmente consapevoli di non essere toccati dalle coercizioni che arrivano dall'esterno. Secondo voi, chi temeranno maggiormente? I primi o i secondi?
Temeranno coloro che già si sono sollevati dai dettami della Matrix, che stanno provando ad emanciparsi o un gruppo di persone il cui leader è facilmente corruttibile?
Potreste anche formare un gruppo di 40/50.000.000 di italiani, ma chi detiene il potere sa che qualsiasi persona ha un prezzo.
Come hanno fatto con Prodi, nel momento in cui ha venduto l'Italia, quando gli hanno assicurato che non ci sarebbero stati limiti di denaro, e non solo per lui, ma anche per le sue future generazioni. Il denaro lo stampano, non hanno problemi a procurarselo.
Quindi, è sufficiente coinvolgere il leader per ottenere il gruppo intero e quello sforzo compiuto dal gruppo, il desiderio di protezione, verrà completamente compromesso e, infine, vanificato.
Non vi parlo del Medioevo, forse il movimento 5G può avervi insegnato qualcosa...
Non fatevi fregare, non possiamo farlo massivamente, ma individualmente; ne usciremo alla grande e, per quel che mi riguarda, ne sono già uscito.
Non si può cambiare un sistema esterno se non cambia il nostro modo di percepirlo e in gruppo è estremamente difficile che questo avvenga perché entrano in gioco dinamiche legate ai ruoli, alle varie figure, il capo, i sottoposti, il traditore...
Per questa ragione rifuggo tutte le persone che cercano di fare le cose collettivamente perché ritengo sia una totale perdita di tempo; lo faccio nel mio intimo e per quello che concerne la mia vita. Poi posso portare avanti un progetto, ma non ho mai detto a nessuno “andiamo e facciamo”.
Non è così che funziona.
Fate le vostre riflessioni, guardate agli esempi storici e trovate un solo movimento che, massificando le persone, sia riuscito nel suo intento.
Nonostante i tanti film che mostrano come l'unione arrivi a ribaltare le situazioni sappiate che non è vero. Quei film, ve li hanno mostrati di proposito, per farvi credere che fosse vero.

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