Creiamo il nostro mondo perfetto - Luca Nali

Creiamo il nostro mondo perfetto

C'è parecchia fibrillazione e, a meno che non ci sia una mossa a sorpresa, i piani sembrerebbero saltati.
Quando ero all'interno della psico-setta, ricordo che tutto ciò che davano per certo (la risoluzione dei problemi, amori ritrovati, una vita felice) puntualmente non si concretizzava e quando, ricoprendo un ruolo di responsabilità, lo facevo notare mi rispondevano (senza alcuna malignità, è bene sottolinearlo): “Tu continua a ripetere che si risolverà, sposta in avanti il periodo di risoluzione. Insisti.” Affinché la persona fosse occupata all'interno di una speranza rivolta all'esterno. Non intendo fare riferimenti particolari, o maliziosi, ma ciò cui fare affidamento è un'altra cosa. Tutto è fraintendibile e opinabile...
Cosa succede quando guardiamo fuori e creiamo dei miti? Che rimaniamo puntualmente delusi. Succede anche con me, alcuni mi chiamano “maestro”, ma siamo tutti esseri umani che stanno cercando di farcela ed il nostro intercedere nella vita è fatto di prove ed errori. È molto importante non idealizzare le situazioni e, soprattutto, le persone perché saremo, puntualmente, delusi. 
Ho incontrato, di recente, una persona che aveva dedicato tutto se stesso, e con grande passione, al suo maestro. Dal momento in cui si è verificata “l'emergenza Covid”, il maestro di questa persona, si è letteralmente chiuso in casa generando grande destabilizzazione tra gli affezionati e fedeli seguaci.
Sapete qual è l'unico vero grande mito? Il più amabile, sviluppabile, perdonabile? Siamo noi. 
Non è un invito ad essere ego riferiti, non è questo il punto. Di fatto, per quanto ci riguarda, creiamo un mondo che evolve in continuazione, dove esistono alcune ingerenze ed è importante conoscerne i motivi che possono essere di diversa natura, anche dovuti ad un cambio vibrazionale massivo/collettivo. 
Da quando esiste il mondo, esistono persone totalmente identificate mentre altri, al contrario, il mondo, se lo creano. 
C'è chi vive un inferno e chi vive una straordinaria espansione sentendosi in paradiso. 
Dov'è la differenza? La differenza sostanziale risiede nel comprendere che la vita non è ciò che abbiamo, ma l'essere qui per prendere informazioni, per modulare e modellare la nostra anima che in altre condizioni non avrebbe la medesima opportunità. Quando consideri il mondo da questa prospettiva non vivi i problemi come tali, ma come esperienze. 
Nel momento in cui abbiamo una questione, non è questa a farci soffrire ma il non comprenderne il senso. Se, invece, vivessimo quel medesimo stato di cose come un'esperienza funzionale all'esistenza, all'anima, al processo stesso, comprenderemmo che ogni, e qualunque, questione problematica ha una funzionalità superiore che si trasforma in opportunità, in processo di crescita. 
Una volta appurato che concludendo la nostra esperienza terrena non perderemo nulla perché continueremo ad esistere, cos'altro avremmo da perdere?
Nel mondo ci sono tantissime cose, quali entrano in contatto con la mia vita? 
Quelle che risuonano con la mia indole, che sono, dunque, in risonanza. 
Se sono arrabbiato con il mondo perché vedo tante ingiustizie, e non dico che non ce ne siano, naturalmente creo un campo magnetico che attira, in prevalenza, quel tipo di elementi per due motivi: il primo perché il cervello non vede, ma riconoscendo quanto ha già acquisito, sarà orientato verso condizioni che, di per sé, già conosce e, quindi, facilitato nel vederle anche fuori; il secondo perché realmente esiste la legge di attrazione, esiste e non è qualcosa che è stato inventato per alimentare le illusioni. 
Quando siete in condizioni meravigliose ed entrate in contatto con una persona, accadono sincronicità particolari perché c'è un nesso; nel momento in cui sono io a creare il mio mondo, non vivo “il mondo”, ma il mio mondo. La modulazione di quanto sono internamente mi consente di modificare il mondo col quale interagisco, non quello che vedo, ma quello col quale entro in contatto. La gestione della realtà si basa su questo: cambiare, modulare noi stessi al fine di interagire con il mondo che desideriamo. 
Quando pensiamo che la nostra salvezza possa dipendere da un'altra persona siamo nella condizione dello schiavo e ne incarniamo l'indole che sottintende che sarà qualcuno a salvarlo. La caratteristica principale dello schiavo è quella di riconoscere la propria impotenza e passività e, per estensione, di attribuire ad una terza persona, che ritiene più forte di lui, il ruolo di salvatore. Lo schiavo reprime le sue potenzialità e, per sua rinuncia, non ha alcun processo evolutivo in corso. 
Noi, in realtà, siamo qui per evolvere e non per fare altro; possiamo evolvere anche sbagliando. Nel momento in cui decido di salvarmi il primo passo da fare è mettere da parte la possibilità che la salvezza arrivi per merito di terzi, anche a costo di passare “attraverso qualche inferno”; se dovessi esserci un supporto ben venga, ma non deve essere determinante.
Parafrasando il concetto: “L'uccellino è sicuro non tanto perché è saldo il ramo su cui poggia, ma perché ha le ali.” Quindi, qualora dovesse spezzarsi il ramo l'uccellino sarà libero, con le sue ali, di andare altrove.
Possiamo vivere una vita straordinaria al di fuori dei condizionamenti che, in questo particolare periodo, sembrano incombere su di noi e che sono determinati da tanti vizi di forma come il credere che la Matrix fosse funzionale all'essere umano così da venirne influenzati nella scelta della scuola, del lavoro, degli hobbies, delle attitudini, etc..
Non è così, chi vuole evolvere esce fuori dallo stato in cui non è possibile vivere in maniera autogestita e cerca di trovare soluzioni; e come fa? In due modi: in primo luogo, ponendosi mentalmente in termini energetici nel punto in cui c'è la soluzione e, in secondo, pensandoci spesso, ponendosi spesso anche mentalmente in quel piano e domandandosi, per es., “Come posso liberarmi? 
Quando una persona cerca e va oltre quella che è la sua condizione ordinaria, trova sempre soluzioni straordinarie. Questo è il segreto della vita.
Il fatto che Trump possa essere spodestato dal suo ruolo di salvatore non cambierà una sola virgola della mia vita e se, invece, facesse parte di una strategia, di un trucco (come quando ha dichiarato di essere stato contagiato dal Covid per poi mostrarsi, successivamente perfettamente in forma grazie all'assunzione di un farmaco) ben venga. Vedremo in seguito...
L'unico riferimento saldo e degno di considerazione cui dare importanza, siamo noi stessi.
Ci sono persone che si ritengono risvegliati solo perché hanno capito “il giochino”, ma “il giochino” lo capisce anche un'idiota; chiunque è in grado di comprendere che quanto accade non è fatto per arginare il contagio. La consapevolezza che le cose cambiano, il modo di concepirla, farà di una persona un'illuminato, o risvegliato.
Quest'affermazione, non piacerà a chi vuole fare la “rivoluzione”, ma questa rivoluzione, se non viene fatta prima all'interno, rischia di prendere solo schiaffi e, ancora una volta, di non cambiare nulla.
Il mondo è stato sempre controllato da un sistema e chi ne è a capo, grazie a diversi sistemi tecnologici (tra cui, l'oramai noto looking glass), è in grado di vedere la sua, inesorabile, fine e, di conseguenza, cerca di creare masse critiche di pensiero al fine di evitare, o ritardare, la sua definitiva caduta.
É fondamentale, come primo step, modificare il nostro modo di percepire la vita, come l'abbiamo concepita finora perché, la vita, come l'abbiamo considerata fino all'anno scorso, non esiste più. 
Qualcuno, un anno fa, si è fatto trovare preparato, qualcuno è stato sorpreso e qualcun altro si è trovato talmente impreparato al punto che ancora cerca di credere nel sistema. 
E cosa ci dice il sistema? Le manifestazioni, votare, protestare, sono tutte modalità concesse dal sistema, ma non funziona e non ha mai realmente funzionato. É una cosa vecchia.
Sono decenni che, in questo modo, ci tengono in gabbia; quello che fa la differenza è sentire di cambiare il modo di concepire la vita e confrontarsi con le proprie paure. 
Cos'è che mi fa sentire tanto agitato?” "Che mi stiano privando della libertà." Ma la libertà non l'avevi nemmeno prima! E allora cosa fa paura? “Che qualcuno, che si trova al di sopra di me, decida in mia vece.” Ma sai perché questa persona riesce a decidere per te? Perché l'ascolti; e sai perché l'ascolti? Perché non ascolti te stesso. Ecco il punto! Questo è rivoluzione. 
E sarà allora che chi gestisce il sistema non potrà avere alcuna voce in capitolo semplicemente perché non gli daremo ascolto. 
Se proviamo ansia in merito al colore assegnato alla nostra regione, o se entriamo in polemica a proposito dell'uso della mascherina, o di qualunque altro tipo di norma o restrizione, stiamo ancora ragionando da subordinati, da schiavi. Questo non è il comportamento di una persona libera.
E se c'è qualcuno che si ritiene risvegliato, allora faccia il risvegliato e non faccia il dormiente con l'abito da risvegliato perché si vede. E si vede molto bene.
Un asino, cercando di essere un cavallo, può far finta di nitrire ma alla fine si vedrà che si tratta di un asino perché un raglio scappa sempre.

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